Archivio Newsletter Ambiente Nord America

2009 novembre

Speciali e Dossier
Pronto il dossier speciale sul Mercato delle energie rinnovabili negli USA
Opportunità d Affari
Eventi
2nd Annual Thin Film Solar Summit US
San Francisco, Usa (1 - 2 dicembre 2009)
Balance of Plants and Balance of Systems Summit US
San Diego, Usa (3 - 4 dicembre 2009)
Ecobuild America
Washington, DC, USA (7 - 10 dicembre 2009)

RETECH 2010
Circolare Informativo ICE
Washington, DC, USA (3 - 5 febbraio 2010)
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Newsletter Ambiente Nord America

Cari amici,

con questo i numeri della newsletter ”Ambiente Nord America”, nata per informare gli operatori italiani sulle più importanti novità in campo energetico e ambientale dell’area Nafta (North American Free Trade Area), raggiungono quota tre. Il numero perfetto!

Tra le notizie che vi proponiamo in questa edizione, quella che ci sembra di maggior rilievo riguarda l’eolico, che sia in Canada sia in California diventa la fonte energetica su cui si punta di più per un futuro verde: 20% il Canada (al 2025) , ben 33% (e, per di più in soli undici anni, ovvero al 2020) la California.

E poi il Messico, che non scorda i suoi legami europei nemmeno nei temi ambientali: firma un accordo col Ministero dell’Ambiente italiano e attrae investimenti dalla Spagna per il green business. E gli Usa, dove si assiste a una nuova corsa: non all’oro, ma all’alga, che presto potrebbe però rivelarsi l’oro del futuro.

Infine, la partecipazione dell’Italia alla fiera Solar Power International, in California, e la pubblicazione del dossier speciale sul Mercato delle energie rinnovabili negli USA. Questo, veracemente, imperdibile.

La newsletter “Ambiente Nord America” è realizzata dai Desk Ambiente dell’Istituto nazionale per il Commercio Estero (ICE) per l’Area NAFTA nel quadro del programma di collaborazione con il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, con il contributo di e-gazette.it.
 
 

USA: Anche l’Italia alla fiera Solar Power International in California

Dal 27 al 29 ottobre il Desk Ambiente ha allestito uno stand istituzionale di 40mq circa alla fiera Solar Power International a California, Usa.  Considerato il più importante evento sul solare negli Stati Uniti, la fiera ha registrato quest’anno ben 24.000 partecipanti e oltre 900 espositori, provenienti da 99 paesi.  Presenti con il Desk Ambiente erano: Archimede Solar Energy, Bongioanni Caldaie, Ecoprogetti, Environment Park, l’agenzia promozionale della regione Piemonte, il Politecnico di Torino, POLIGHT, Qubic Communications, e Sunerg Solar.

Solar Power International ha rappresentato un momento di incontro molto significativo per gli operatori del settore delle energie rinnovabili, a cui hanno preso parte i maggior player su scala mondiale, quali aziende, istituti di ricerca, organizzazioni no-profit e governative, investitori e venture capitalists. Lo stand italiano ha avuto un grande numero di contatti e di visite di rilievo, tra cui il prof. Woodrow W. Clark, membro e autore del Intergovernmental Panel of Climate Change (IPCC); vincitori, insieme al ex-Vice Presidente degli Stati Uniti Al Gore, del Premio Nobel nel 2007.

Maggiori informazioni sulla fiera sono disponibili sul sito web www.SolarPowerInternational.com, compresi comunicati stampa e video dell’evento.

La prossima opportunità per partecipare con l'ICE ad una fiera  "clean tech" negli Stati Uniti sarà a RETECH 2010, dal 3 – 5 febbraio 2010 a Washington, D.C., USA.  Per sapere di più sulla fiera RETECH, visitate il sito web www.RETECH2010.com. Modalità per partecipare con noi saranno disponibili a breve.
 
 

Ultime notizie dagli Stati Uniti: Fondi e promesse da Washington

Il segretario Usa all'Energia Steven Chu ha annunciato la disponibilità di nuovi fondi da investire nella modernizzazione della rete elettrica nazionale.  Il Dipartimento di Energia aggiudicherà $620 milioni per progetti che utilizzano “smart grid technologies”.  Dipartimento di Energia.  Questi fondi, assieme ai fondi proveniente dal settore privato, dedicano piu di $1.6 miliardi per mettere alla prova diverse tecnologie e dimostrare la flessibilità della rete intelligente.  

Presidente Barack Obama ha proposto la riduzione di emissioni nocive del 17% sotto il livello del 2005 entro il 2020, e dell' 83% entro il 2050.  Non è ancora un accordo fisso:  questi numeri riflettono il progetto di legge americano sull’ambiente, approvato nella Camera ma ancora in stallo nel Senato.  L’annuncio viene poche settimane prima dei meeting sull’ambiente a Copenhagen, e ambientalisti sperano che stabilisca il tono delle discussioni.  

Presidente Obama ha discusso progetti di collaborazione per l’ambiente durante la sua visita con il Presidente Hu Jintao in Cina.  Sono state annunciate nuove collaborazioni di ricerca sulle energie alternative e l’efficienza energetica, nonche un programma per promuovere le partnership pubblico-privato sino-americane.  Il giorno dopo l’annuncio americano dei nuovi obiettivi per la riduzione delle emissioni nocive, anche la Cina ha annunciato che cercherà di stabilire dei nuovi target.
 
 

Pronto il dossier speciale sul Mercato delle energie rinnovabili negli USA

È  ora disponibile un rapporto esclusivo sul mercato delle energie rinnovabili negli USA, redatto dall’Ice di New York, che fornisce una panoramica dei mercati dell’eolico, le biomasse, il solare, l’idroelettrica, la geotermica, la CCS, e la rete “intelligente.”  

Il documento include anche le ultime novità nel quadro normativo statunitense sul cleantech e le prospettive del mercato negli Stati Uniti. Il rapporto è essenziale per chi vuole rimanere aggiornato sugli sviluppi del mercato USA.

Clicca qui.
 
 

Canada: Parte la tavola rotonda sull’energia, nuovi impianti in Ontario

In vista della conferenza internazionale sul clima di Copenaghen, il governo canadese ha indetto la prima di una serie di tavole rotonde per individuare le prossime mosse verso il mutamento radicale della strategia energetica nazionale. Una misura che permetterà di riunire tutte le parti in causa, quelle della società civile e quelle del mondo dell’impresa, in modo da coordinare le azioni che saranno adottate nei prossimi mesi. Il primo incontro si terrà a fine ottobre in Ontario dove, proprio nei giorni scorsi, è stato annunciato un mastodontico investimento per costruire nuovi impianti di energia rinnovabile.
“Questi incontri assicureranno che tutti i principali attori svolgeranno il proprio ruolo nel determinare la strada migliore per il nostro futuro”, ha commentato il Ministro per le Risorse Naturali Lisa Raitt, sottolineando l’impegno del suo governo nella conversione all’energia pulita.
Nelle ultime settimane il governo di Ottawa ha proseguito il suo programma ambientale per diminuire la dipendenza dalle fonti fossili, investendo altri 59 milioni di dollari nel centro di Wolfe Island EcoPower, il secondo più grande impianto di energia eolica del Paese. Una costruzione su cui il Canada ha puntato molto sin dall’avvio dei cantieri, nell’estate 2008, e che oggi conta ben 86 turbine, che generano 600 gigawattora di energia pulita all’anno.
Inoltre, il governo ha investito 1,5 miliardi di dollari nel progetto eco Energy, che prevede lo stanziamento di un centesimo di incentivi per ogni kilowattora prodotto, allo scopo di portare la capacità complessiva delle fonti rinnovabili a 4.000 megawatt, in grado di alimentare completamente milioni di abitazioni. A questo si aggiungono i 2,4 miliardi di dollari stanziati nel Piano d’Azione Economico che mirano allo sviluppo di nuove infrastrutture e tecnologie per l’energia rinnovabile.
Un investimento a 360 gradi, che indica la priorità fissata dal governo di Stephen Harper sulle fonti alternative. A beneficiarne saranno anche i biocombustibili, che proprio a settembre hanno ricevuto una nuova iniezione di finanziamenti pubblici per quasi 80 milioni di dollari. L’investimento maggiore riguarda il Saskatchewan, che riceverà 71,8 milioni di dollari per sviluppare le colture di grano destinate alla produzione di carburanti, i cui risultati però sono spesso contestati dagli ambientalisti per gli “effetti collaterali”,,in particolare per l’aumento dei prezzi alimentari che determinano. I fondi andranno in particolare agli impianti di Lloydminister. Altri 5,4 milioni andranno invece al biodiesel prodotto a Mississauga. Un investimento volto a recuperare parte dei posti di lavoro persi durante la recessione.
Il passo finale è però quello di convincere gli utenti a passare ai carburanti alternativi. A settembre il governo ha investito un altro milione di dollari per l’uso di tecnologie che consentano ai camion merci di passare ai carburanti verdi. Oltre ai motori “ecologici”  i tecnici suggeriscono che basta adottare piccoli accorgimenti aerodinamici per ridurre i costi del carburante fino al 4 per cento.
 
 

Messico: Firmato protocollo di intesa con il Ministero dell’Ambiente italiano

A Città del Messico, il 26 ottobre scorso e’ stato firmato un Accordo d’Intesa tra il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare italiano ed il Ministero dell’Ambiente della Città del Messico sulla cooperazione nell’area dei cambiamenti climatici. La firma del MoU riflette la volonta’ di unire gli sforzi d’entrambi i governi, quello Italiano e quello della Città del Messico, nella lotta ai cambiamenti climatici attraverso la promozione di cooperazione tecnica e scientifica per lo sviluppo di progetti congiunti. I tecnici dei due paesi stanno ora procedendo all’elaborazione delle proposte dei primi progetti e studi di fattibilita’ che riguardano lo sviluppo e la promozione dell’energia solare ad uso residenziale; impianti di trattamento rifiuti e compostaggio, trasporto sostenibile ed efficienza energetica. L’obiettivo del Ministero dell’Ambiente della Città del Messico, secondo la Ministra dell’Ambiente Martha Delgado, e’ quello di ridurre tra il 2009 e 2012 circa 7 milioni di tonnellate di CO2 emessi all’atmosfera.
 
 

USA: Biocombustibili, negli Usa è partita la corsa all’alga

I biocombustibili sono al centro dell’attenzione da diverso tempo, e oggi ci stupiscono con quella che potrebbe essere la loro nuova frontiera: il mare. Negli Usa, centinaia di aziende, dai colossi energetici alle comunità locali, hanno avviato, negli ultimi mesi, la produzione di biodiesel dalle alghe, pur di trovare una via d’uscita dalle fluttuazioni del prezzo del petrolio.

Alcune varietà di questi organismi marini permettono infatti la produzione di un carburante utilizzabile dai comuni motori diesel, con emissioni però molto inferiori rispetto a quelle dei combustibili fossili. Una scoperta che molti economisti vedono con favore, perché, a differenza delle benzine ottenute dalla fermentazione del mais, la lavorazione delle alghe non diminuisce le scorte alimentari nazionali.

Nell’affare si sono tuffate persino alcune tribù indiane, come quella degli Utes, in Colorado, dove è nato uno dei più efficaci impianti del settore negli Stati Uniti. La comunità, che risiede in una delle aree più importanti del Paese per l’estrazione di metano, ha partecipato per oltre un terzo agli investimenti nel comparto della Solix, installando le prime coltivazioni nei pressi dei propri impianti a gas. I rifiuti tossici degli stabilimenti a metano vengono utilizzati per “fertilizzare” le alghe, riciclando parte degli scarti industriali, che verranno così bruciati nella combustione dei motori delle auto. Il riscaldamento emesso dall’impianto a gas servirà inoltre a consentire la crescita delle piante in inverno. E la riserva indiana del Colorado è solo una delle circa 200 imprese che hanno investito in pochi mesi centinaia di milioni di dollari in piantagioni di alghe in tutti gli Stati Uniti.

Che il settore sia promettente lo dimostra il mastodontico stanziamento annunciato da uno dei colossi energetici americani, la Exxon, che ha recentemente investito 600 milioni di dollari per entrare nel mercato delle alghe. L’idea di estrarre quello che gli esperti chiamano “il petrolio verde” dai vegetali marini risale a oltre dieci anni fa, quando fu però accantonato per gli altissimi costi di produzione. L’impennata del prezzo del petrolio dell’estate scorsa e l’instabilità politica del Medio Oriente hanno però spinto l’industria a cercare velocemente delle alternative all’importazione di greggio. Sulle alghe si sono così concentrati anche i ricercatori del National Renewable Energy Laboratory, che da mesi stanno cercando di individuare quali siano le specie più adatte alla coltivazione su larga scala. Le stesse compagnie aeree, che hanno sfiorato la bancarotta con il barile a quasi 150 dollari, sperano di poter utilizzare entro pochi anni il biodiesel che arriva “dall’acqua”. La Continental Airlines ha testato il progetto con un volo dimostrativo che ha attirato ulteriormente i riflettori sul comparto.

Le alghe sono dunque l’ultima frontiera dei combustibili a basse emissioni di CO2, divenuti da circa quattro anni una delle galline dalle uova d’oro per i produttori “verdi” statunitensi. Ad aumentare l’interesse verso le alghe potrebbero essere inoltre gli incentivi statali e il nuovo tetto alle emissioni inquinanti in America che andranno all’esame del Senato entro l’autunno.
 
 

Canada: Il Canada punta sull’eolico: 20% fabbisogno nazionale entro 2025

Alla conferenza della Canadian Wind Energy Association che si è svolta a Toronto a metà settembre, le tematiche ambientali sono state  al centro delle discussioni. In particolare, per quanto riguarda lo sviluppo di energia eolica, i vertici delle industrie canadesi hanno fissato l'ambizioso obiettivo di provvedere al 20 per cento del fabbisogno energetico nazionale entro il 2025: un bersaglio difficile da centrare senza un maggiore supporto finanziario e politico.

Il Canada dovrà dunque sostenere l'industria eolica, e in questo  potrebbe trarre vantaggio dalle imponenti risorse territoriali: gli oltre 240.000 chilometri di coste e le immense praterie sembrano infatti l’ideale per costruire generatori eolici.

L'energia idroelettrica potrebbe essere usata per bilanciare le variazioni di velocità del vento, che causa fluttuazioni nella produzione di energia: si potrebbe fare ricorso all’energia idroelettrica quando il vento soffia meno intensamente e, viceversa, passare all’eolica quando le raffiche sono più forti.

Ad oggi la produzione di energia eolica provvede a soddisfare appena l'1% della domanda di energia canadese, Paese che ha il sesto maggiore sistema elettrico al mondo. La maggior parte dell'elettricità canadese, circa il 59%, viene prodotta dal settore idroelettrico, il 17% proviene dalle centrali a carbone, il 16% dai reattori nucleari e il 5% dai gas naturali.

Raggiungere l'obiettivo del 20% del fabbisogno nazionale, in ogni caso, non sarà né facile né economico: secondo la Wind Energy Association, serviranno infatti circa 132 miliardi di dollari e 22.000 turbine installate in 450 sedi in tutto il Paese.
 
 

Messico: La Spagna scommette un milione di dollari sui progetti ambientali messicani

La Spanish Agency for International Cooperation and Development (Aecid, agenzia spagnola per lo sviluppo e la cooperazione internazionale) ha deciso di finanziare con più di un milione di dollari alcuni progetti ambientali in Messico. Lo ha annunciato il Governo di Città del Messico in una nota, nella quale si legge che il Ministero dell'Ambiente e delle Risorse naturali messicano e l'Aecid hanno approvato il finanziamento di nove progetti sul territorio messicano, per un totale di 17,6 milioni di pesos, ovvero 1,3 milioni di dollari.

L'accordo, messo a punto da una commissione di cooperazione tecnica spagnolo-messicana, ha chiarito quali progetti saranno finanziati nell’ambito della Bilateral Cooperation Strategy 2009-2011. L'obiettivo è di "mitigare gli effetti del riscaldamento globale, preservare la biodiversità e combattere la povertà nel Messico del Sud", come ha specificato il ministero dell'Ambiente e delle Risorse Naturali.

Le risorse aiuteranno a sostenere "le strategie di conservazione e la biodiversità" nel cosiddetto Mesoamerican Biological Corridor (si estende dal Messico verso il Sudamerica e collega vari parchi nazionali) e nella Tacana Volcano, riserva della biosfera al confine fra Messico e Guatemala. I fondi saranno inoltre utilizzati per sviluppare piani locali per combattere i cambiamenti climatici nello stato occidentale del Michoacan, in quello di Tlaxcala, al centro del Messico, e nello stato sud orientale di Quintana Roo, oltre che per aprire nello stato meridionale del Chiapas il Cascada Brisas Las Nubes Agrotourism e il Wildlife Management Center.

Il finanziamento servirà inoltre al "potenziamento istituzionale" del National Protected Natural Areas Commission e per la creazione di linee guida per promuovere la denominazione di origine del miele dello Yucatan. Nelle intenzioni del ministero, gli stati di Chiapas, Veracruz e Puebla trarranno benefici dagli studi e dalle strategie sulla biodiversità.
 
 

USA: La California vara il suo il piano sulle rinnovabili. 33% entro il 2020

La California ha dato ufficialmente il via, all’inizio di settembre, al più ambizioso piano per la produzione di energie rinnovabili degli Stati Uniti. Il governatore Arnold Schwarzenegger, che da sempre ha un occhio di riguardo per le politiche ambientali, ha firmato la legge in base alla quale entro il 2020 il 33 % dell’energia consumata in California dovrà provenire da fonti alternative a quelle fossili. Un testo che riprende quello votato l’anno scorso e che punta a far sviluppare l'industria legata alle fonti "ecologiche" come solare, eolico e biomasse.

Nei giorni immediatamente precedenti all’approvazione della legge, Schwarzenegger aveva minacciato di esercitare il proprio diritto di veto al testo, se non fossero state eliminate le misure “protezionistiche” che limitavano l’approvvigionamento energetico dagli altri Stati americani. “Attualmente facciamo troppo affidamento sugli impianti a carbone”, ha detto il governatore, divenuto da anni uno dei portabandiera (non senza polemiche) della lotta ai cambiamenti climatici negli Stati Uniti. La legge auspica ora il rafforzamento della cosiddetta “rete del West”, la rete elettrica che unisce gli Stati della costa occidentale.

Il provvedimento trasformato in legge dal governatore Schwarzenegger arriva proprio nel periodo in cui il Senato di Washington, dopo il via libera della Camera, si appresta a votare la proposta della Casa Bianca per imporre all’industria americana un tetto alle emissioni di anidride carbonica, che dovrebbe ridurre sensibilmente la produzione di CO2 in America nei prossimi 10 anni. Il voto alla Camera alta del Congresso è atteso per novembre. Dopo la California sono le Hawaii ad avere il più esigente piano contro l’inquinamento in America, con una legge che prevede che entro il 2030 il 40 per cento dell’energia consumata non provenga da fonti fossili.
 
 

Canada: Lotta alle emissioni, il Canada investe sulle tecnologie Ccs

Il Canada aumenta il proprio impegno contro i cambiamenti climatici. In risposta alle accuse ricevute negli ultimi anni, secondo cui il Paese supererebbe i massimi fissati a livello internazionale sulle emissioni, il Governo federale e quello della regione dell’Alberta hanno deciso di investire miliardi di dollari nelle cosiddette tecnologie Ccs (carbon capture and storage, quelle che consentono di immagazzinare CO2 prima che venga rilasciata nell’ambiente). Solo l’Alberta, considerati uno dei principali responsabili delle emissioni canadesi a causa delle attività di raffinazione del petrolio, ha già speso in questo senso 2 miliardi di dollari, 100 milioni di dollari in giugno. In gioco c’è la credibilità del Paese, che si è impegnato a ridurre le emissioni a un livello del 6% inferiore a quello del 1990 entro il 2012. Il rovescio della medaglia è che un’operazione di questo genere comporta un incremento dei consumi energetici delle fabbriche fino al 40 per cento.
 
 

Opportunità d Affari

Si richiede carta di scarto A4 e A5 da esportare in India per riciclaggio.  Interessati siete pregati di contattare Firoz Nathani:  firoz@mehali.com.
 
 
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