Archivio Newsletter Ambiente Nord America

2009 dicembre

Speciali e Dossier
Pronto il dossier speciale sul Mercato delle energie rinnovabili negli USA
Eventi
EUEC 2010
Phoenix, USA (1 - 3 febbraio 2010)
Photovoltaic Technology Show
San Francisco, USA (2 4 febbraio 2010)

RETECH 2010
Circolare Informativo ICE
Washington, DC, USA (3 - 5 febbraio 2010)

GLOBE 2010
Circolare Informativo ICE
Vancouver, Canada (24 - 26 marzo 2010)
Segue »
Link Utili
Italian Clean Technology
Istituto nazionale per il Commercio Estero
Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare
Desk per la Tutela della Proprietà Intellettuale
Chi Siamo »
Contattaci »



Rapporto Speciale: Mercato Cleantech negli USA

Newsletter Ambiente Nord America


Usa

Il Natale ecologico della Casa Bianca

Più che un “white Christmas”, quello che la Casa Bianca festeggerà nelle prossime settimane sarà un “green Christmas”, un Natale ecologico.  Barack Obama ha deciso di dare il buon esempio installando nella residenza presidenziale alberi e addobbi tra i più “ecologisti” mai visti a Washington.

Il presidente e la first lady Michelle hanno acceso lo scorso 3 novembre l’albero “ufficiale” della Casa Bianca che, in linea con la strategia del risparmio energetico voluto dal Governo americano, consumerà un terzo di quello illuminato da George W. Bush un anno fa. I rami dell’abete del presidente sono decorati con 750 fili di led luminosi che utilizzano complessivamente circa 6mila watt, contro i 18mila dell’albero del 2008. Tanto per non essere da meno, anche l’abete più famoso d’America, quello al Rockefeller Center di New York, sarà illuminato con lampadine a risparmio energetico.

Gli addobbi della Casa Bianca celebrano inoltre anche il pollice verde di Michelle e la sua passione per l’orto biologico della Casa Bianca che è stato riprodotto in pan di zenzero dai pasticceri di Washington. Nella composizione figura anche il cane Bo, ultimo arrivato in famiglia.

In tempi di crisi economica, Barack e Michelle hanno tenuto un occhio anche al portamonete e per evitare sprechi hanno fatto sapere che l’illuminazione dell’albero costerà ai contribuenti poco più di 100 dollari per tutte le feste, ovvero 14 centesimi per ogni filo di lampadine. Infine, con la recessione ancora fuori dalla porta, gli Obama non hanno voluto spendere soldi in addobbi superflui e per decorare la dimora presidenziale hanno riutilizzato per la maggior parte palle e “babbi Natale” lasciati in cantina dai Bush.
 
Canada

L’Ontario investe 33 milioni di dollari nelle energie rinnovabili

Il governo della provincia dell’Ontario ha conferito alla McMaster University di Hamilton un fondo di 33 milioni di dollari - canadesi, ovviamente, pari a circa 20,8 milioni di euro - dedicato a 300 ricercatori operanti nel settore delle energie alternative.

In particolare, 9,2 milioni di dollari (circa 5,8 milioni di euro) sono destinati alla ricerca sulla sicurezza ed efficienza dell’energia nucleare, mentre 5,1 milioni di dollari (3,2 milioni di euro circa) allo sviluppo di nuovi e più efficienti pannelli solari.

Tale fondo è parte di un più vasto programma di investimenti del Ministero dell’Innovazione, che, in base all’esame di oltre 200 progetti presentati da 3300 ricercatori, distribuirà un importo di 268 milioni di dollari(circa 169,4 milioni di euro).

L’assegnazione di tali fondi conferma il forte orientamento del governo dell’Ontario verso la ricerca e l’innovazione nel settore delle energie rinnovabili, come componente essenziale dell’Ontario Innovation Agenda. Tramite tale piano, il governo ha già investito dal 2003 oltre CAD$ 3 miliardi (€ 1,9 miliardi circa), con l’obiettivo di sviluppare e sostenere non solo la ricerca condotta in loco, ma anche le soluzioni tecnologiche proposte da ricercatori, enti, ed imprese provenienti dal resto del mondo, creando – nel contempo – le migliori condizioni per le imprese che vogliano operare in Ontario.
 
Usa

Dalla California via libera al primo impianto solare orbitante

Del progetto si è parlato per decenni ma adesso gli Stati Uniti sono decisi a costruire sul serio i primi pannelli orbitanti per accumulare energia solare. La California ha siglato il primo contratto per avviare la produzione di energia rinnovabile nello spazio. A realizzare la prima centrale “spaziale” sarà la società Solaren che rivenderà poi agli impianti californiani la corrente elettrica accumulata.

Un’idea a cui gli scienziati di tutto il mondo hanno lavorato per anni ma che a lungo è stata ritenuta poco vantaggiosa per l’alto consumo energetico che comporta il trasferimento dei watt catturati in orbita. La corrente dei pannelli solari viene inviata sulla Terra attraverso frequenze radio, che saranno intercettate in un apposito impianto della Pacific Gas &Electric a Fresno. Lì le onde radio verranno nuovamente trasformate in corrente da immettere nella comune rete elettrica che viene distribuita ai due terzi delle abitazioni del nord della California. Il prezzo a cui l’energia sarà rivenduta non è però stato rivelato.

L’impianto avrà una capacità  enorme riuscendo fornire 1.700 gigawatt-ora di energia all’anno, grazie a sensori disposti su una superficie di un chilometro quadrato. La centrale spaziale avrà così la forma di un enorme “aquilone” costantemente puntato verso il Sole. La società che ha ottenuto il contratto è nata da esperti provenienti dalle aziende leader nell’aeronautica come Boeing e Lockheed. Lo stesso amministratore delegato del gruppo, Gary Spirnak, ha pilotato gli shuttle come ufficiale dell’aeronautica americana. Perché il progetto sia economicamente sostenibile i tecnici dovranno però ridurre al minimo i lanci per portare il materiale nello spazio.

Una delle caratteristiche che ha da sempre attirato le aziende è il fatto che nello spazio i pannelli possono accumulare i raggi solari 24 ore su 24, evitando così  uno dei “difetti” delle centrali terrestri, condizionate alle fasi del giorno. “I vantaggi teorici di questa tecnologia sono significativi”, ha detto il direttore generale della Commissione sui Servizi Pubblici della California, Michael Peevey. “Questo sistema offrirebbe energia tutto il giorno e anche se ci sono evidenti ostacoli da superare, sia normativi che tecnologici, non si può discutere l’audacia dell’idea”.

La California si conferma così  la locomotiva nel campo della ricerca sulle rinnovabili. Nelle stesse ore in cui i legislatori di Sacramento mettevano a punto i dettagli dell’accordo venivano finanziati anche studi per convertire i composti del carbone estratti dalla raffinazione del petrolio in idrogeno. Un investimento che vale 30 milioni di dollari e a cui gli scienziati guardano come una delle possibili fonti energetiche del futuro.

Il contratto con Solar è stato firmato lo scorso 3 dicembre e prevede una fornitura di 15 anni. Per quanto arrivato alla fase finale però il sogno di ottenere energia in orbita è ancora lontano dall’essere realizzato. I primi pannelli cominceranno a funzionare solo nel 2016.
 
Messico

Città del Messico investe sui metrobus

Città del Messico ha messo a punto in questi anni una nuova rete di autobus per il trasporto pubblico. Organizzato come una metropolitana di superficie, con carreggiate dedicate e stazioni ad accesso regolato, il metrobus cittadino è stato capace di ridurre le emissioni inquinanti di 60-80 mila tonnellate all'anno, sostituendo centinaia di vecchi minibus circolanti e incoraggiando i cittadini a lasciare a casa l'automobile, grazie alla sua efficienza e convenienza. Ogni giorno sono infatti 450.000 i passeggeri che usufruiscono del metrobus.

Avere meno mezzi in circolazione, inoltre, ha significato nel tempo un aumento dei cittadini che scelgono di prendere la bicicletta o di spostarsi a piedi senza i grossi problemi legati al traffico e all'inquinamento del passato.  

La Banca Mondiale ha aiutato Città del Messico a sviluppare il “metrobus system” con 8,2 milioni di dollari, cui si aggiunge un altro milione dedicato all'acquisto di una nuova generazione di bus ibridi, che saranno impiegati sia per il metrobus che per altri progetti analoghi già in progetto nei i prossimi anni. 

La Banca Mondiale inoltre, nel mese di dicembre si è impegnata a concedere al Messico 380 milioni di dollari per sviluppare 18 progetti di metrobus in altre città del Paese. 

"Questa operazione dovrebbe contribuire a ridurre le emissioni inquinanti di circa 2 milioni di tonnellate all'anno", ha dichiarato Walter Vergara, capo ingegnere del dipartimento ambientale dell'America Latina della Banca Mondiale. Un successo, quello del metrobus messicano, che travalica i confini nazionali. 

All'interno della regolamentazione delle Nazioni Unite che riguarda i cambiamenti climatici, infatti, il Messico potrà ora avanzare crediti di riduzione dell'inquinamento e venderli ad altri paesi sul mercato internazionale. Dopo Bogota', col suo TransMilenio - il sistema Messicano è il secondo piano al mondo a ottenere tale permesso. 

La Banca Mondiale, anticipando l'approvazione delle Nazioni Unite, aveva comprato crediti di riduzioni di emissioni non ancora certificati legate al metrobus system già con la sua apertura nel 2007, vendendoli a compratori come Spagna e Germania, o a società come la Electric Power di Tokyo.

Insieme alla Banca Mondiale, hanno contribuito al successo del metrobus altre istituzioni, pubbliche e private tra cui: Government of Mexico City, EMBARQ (The World Resources Institute Center for Sustainable Transport) e CEIBA (una organizzazione non governativa messicana). Fondi sono arrivati anche da Shell Foundation, Caterpillar Foundation e da William & Flora Hewlett Foundation.

"Con più di metà della popolazione mondiale che vive nelle aree urbane per la prima volta nella storia, i centri urbani come Città del Messico devono essere in prima linea per la lotta al cambiameto climatico" ha dichiarato il sindaco Marcelo Ebrard. "Il piano climatico di Città del Messico, che mira a ridurre le emissioni di gas inquinanti di 7 milioni di tonnellate tra il 2008 e il 2012, è la nostra roadmap per fare proprio questo".

Grazie ai suoi innumerevoli successi, il 12 novembre il sistema Metrobus di Città del Messico ha ricevuto il premio 2009 Roy Family Award for Environmental Partnership dalla John F. Kennedy School of Government della Harvard University.
 
Canada

Oltre 77 milioni di dollari per sostenere la produzione di etanolo

Con un investimento da oltre 77,75 milioni di dollari canadesi (circa 73,8 milioni di dollari) per i prossimi sette anni, il Governo del Canada intende sostenere la produzione di etanolo nella provincia di Saskatchewan, nella parte centrale del Paese al confine con gli Stati Uniti, favorendo così la creazione di lavoro a livello locale e rafforzando di conseguenza l'economia.

Ray Boughen membro del Parlamento per il distretto di Pilliser, a nome del ministro per le risorse naturali Lisa Raitt, ha annunciato che i fondi del programma ecoENERGY per la produzione di biocarburanti saranno utilizzati per potenziare gli stabilimenti Terra Grain Fuels già esistenti nella provincia, che attualmente hanno capacità produttiva di 150 milioni di litri all’anno.

Rispetto alla benzina, l'etanolo prodotto dal  grano può ridurre le emissioni prodotte dall'effetto serra più del 40 per cento. Con il biodisel la riduzione di emissioni può arrivare anche fino al 60 per cento.

Inoltre, il Governo del Canada, nell’arco dei prossimi nove anni, ha intenzione di investire oltre un miliardo e mezzo di dollari nel programma ecoEnergy. Il piano di azione economico del Governo di Ottawa prevede anche stanziamenti per un miliardo di dollari per il piano delle Energie Pulite e altrettanti per il fondo per le Infrastrutture Verdi per fornire ulteriori incentivi. Le risorse energetiche rinnovabili, sempre più spesso sono alla base di strategie economiche, come avviene anche negli Stati Uniti.
 
Usa

California, via a nuovi standard sul consumo energetico delle tv

Il governo della California ha approvato i primi standard nazionali  di consumo energetico per i televisori: in base alla nuova regolamentazione sono stati fissati limiti che consentiranno di tagliare i consumi di quasi la metà entro il 2013.

La mozione che imporrà ai produttori di televisori di realizzare nuovi modelli che utilizzino il 33 per cento in meno di elettricità entro il 2011 e il 49 per cento in meno entro il 2013 è stata approvata con voto unanime da parte di tutti i cinque membri della California Energy Commission, la commissione energia della California.

Secondo le stime dei membri della commissione, televisioni e decoder consumano oggi circa il 10 per cento dell'energia utilizzata in California per gli immobili residenziali, oltre il 3,4 per cento in più rispetto al 1990. Se standard di questo genere non fossero applicati, il consumo di elettricità derivante dall'uso dei televisori potrebbe salire al 18 per cento nel 2023. La California è del resto all’avanguardia in questo senso: in passato ha già imposto limiti per una serie di altri elettrodomestici.

La Consumer Electronics Association, associazione di categoria del settore commerciale che comprende produttori come Sony e Panasonic, ha espresso parere fortemente contrario all'applicazione di questi standard, sostenendo che una normativa di questo genere ridurrebbe il potenziale innovativo, limiterebbe la scelta dei consumatori e produrrebbe un’impennata dei pezzi.

Secondo gli ambientalisti i programma Energy Star, messo a punto dell’Environmental Protection Agency e dal dipartimento all’Energia per etichettare i prodotti che rispettano gli standard non è ancora sufficiente a tenere le televisioni ad alto consumo energetico fuori dal mercato californiano. I membri della Commissione Energia comunque hanno detto che c'erano già 300 modelli sul mercato che rispondevano agli standard di efficienza energetica. Anche il Massachusset sta considerando di adottare.
 
Canada

Pronto piano di adattamento a cambiamenti climatici

Il Governo di Ottawa investirà 1,66 milioni di dollari canadesi (circa 1,59 milioni di dollari) nel corso dell’anno per aiutare le comunità di Inuit del Nunavut, territorio del Canada situato nella parte settentrionale del Paese, ad adattarsi ai rapidi cambiamenti climatici. L'investimento andrà a sostenere lo sviluppo nel settore della ricerca geoscientifica relativa al mutamento dei ghiacciai e delle variazioni del livello del mare e potrà inoltre dare nuove possibilità di lavoro alle comunità.

"Il progetto insegnerà alle popolazioni locali a capire come adeguarsi ai cambiamenti climatici, integrando le conoscenze scientifiche con la cultura popolare”, ha detto Lisa Raitt, ministro canadese per le Risorse Naturali".

"Stabilire relazioni con il nord del Paese è un modo concreto per dare effettiva applicazione a queste iniziative", ha confermato Chuk Strahl, ministro per gli affari indiani e per le risorse del nord, nonché interlocutore per la popolazione metis e per quella nativa.

Il piano di adattamento ai cambiamenti climatici partirà quest'anno da Arviat e Whale Cove, due insediamenti Inuit della regione canadese di Kivalliq e da Kugluktuk e Cambridge Bay nella regione di Kitikmeot.

Il nuovo piano è parte del "Nunavut Climate Change Partnership", un progetto nato molti anni fa e lanciato dal Governo del Canada in collaborazione con il quello di Nunavut e il  Canadian Institute of Planners. Fino ad oggi il Governo canadese ha investito nel programma 3,19 milioni di dollari, che  rappresentano solo una parte degli 85,9 milioni di dollari messi a disposizione per le iniziative federali a sostegno di alcune popolazioni del Canada e in particolare di quelle che vivono nelle zone più soggette a questo tipo di cambiamenti.
 
Messico

Sarà ecocompatibile lo stabilimento messicano di Chrysler

Ecocompatibilità non solo per quanto riguarda le vetture, ma anche negli stabilimenti che le producono. E' questa in sintesi una delle novità che stanno guidando il rilancio di Chrysler: il colosso automobilistico di Detroit, ora controllato da Fiat, ha infatti installato nello stabilimento destinato alla produzione di motori nella Valle de Derramadero, in Messico, un impianto fotovoltaico di ultima generazione.

L'elettricità che genereranno i pannelli solari coprirà l'intero consumo della linea di produzione della fabbrica. L'impianto, composto da 1.875 moduli fabbricati nel centro di ricerca e produzione di Isofoton in Spagna, produrrà complessivamente 411,84 kWp, quantitativo energetico che lo renderà la maggior installazione fotovoltaica del Messico. 

Di giorno l'energia prodotta in eccedenza non andrà persa, ma accumulata grazie a un sistema intelligente di gestione. Di notte invece 150 lampade led di ultima generazione illumineranno la zona circostante la fabbrica con un consumo di energia ridottissimo.   

Il progetto è stato realizzato da Isofoton e Injuber Soluciones de Ingenieria, società del gruppo Injuber-Inversalter. Isofoton ha prodotto i moduli mentre Injuber, in qualità di ente di riferimento del progetto e direttore dei lavori, ha disegnato la struttura, il sistema elettrico, le canalizzazioni, le condutture, il sistema di monitoraggio, il controllo e il sistema intelligente di gestione dell'energia.
 
Canada

Anche il Canada a Greenergy Expo 2009

L’edizione 2009 della fiera Greenergy ha registrato quest’anno la presenza di un’importante delegazione di rappresentanti dell’industria dell’ambiente e del governo canadese, organizzata dall’Ufficio ICE di Toronto, che a termine della visita ha espresso notevole interesse verso alcuni dei progetti e delle aziende con cui ha avuto modo di confrontarsi, ponendo le basi per promettenti iniziative da sviluppare in futuro.

La delegazione, composta da Marion Fraser, rappresentante della Oneia nonché promotrice del Green Energy Economy Act dell’Ontario, Alicia Bulwik, rappresentante del comune di Toronto per le tecnologie dell’ambiente, e Tim Stoate del Toronto Atmospheric Fund, impegnato nella ricerca di promettenti progetti per l’ambiente, ha avuto modo - oltre che di visitare gli stand presso la fiera - anche di effettuare degli incontri, in collaborazione con l’ambasciata canadese in Italia, mirati con aziende ed enti istituzionali successivamente, rappresentati dai più alti dirigenti dei dipartimenti con funzioni di carattere ambientale e tecnologico. Tra le aziende incontrate figurano Groundheat, Nuova Energia Sedna, Uniconfort e Five T, mentre tra gli enti si è registrata l’importante partecipazione della Regione Lombardia, della Provincia di Milano, e di Assolombarda, nonché del consorzio Energy Cluster.

Il successo della visita e degli incontri è stato suggellato, oltre che dal vivo apprezzamento manifestato dalla delegazione d’oltreoceano, dalla preparazione di una bozza per tre importanti progetti focalizzati all’instaurazione di una collaborazione tra aziende ed enti italiani e rispettive controparti canadesi, che consentiranno non soltanto di sviluppare importanti tecnologie per il settore ambientale, ma permetteranno anche agli operatori italiani coinvolti di confrontarsi con il vasto e promettente mercato canadese.
 

Pronto il dossier speciale sul Mercato delle energie rinnovabili negli USA

È  ora disponibile un rapporto esclusivo sul mercato delle energie rinnovabili negli USA, redatto dall’Ice di New York, che fornisce una panoramica dei mercati dell’eolico, le biomasse, il solare, l’idroelettrica, la geotermica, la CCS, e la rete “intelligente.”  

Il documento include anche le ultime novità nel quadro normativo statunitense sul cleantech e le prospettive del mercato negli Stati Uniti. Il rapporto è essenziale per chi vuole rimanere aggiornato sugli sviluppi del mercato USA.

Clicca qui.
 
Cliccare qui per aggiungere la vostra organizzazione alla nostra guida
© 2009 The Italian Trade Commission. All rights reserved. | Site Map | Disclaimer