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2010 aprile

Speciali e Dossier
Rapporto Speciale: Mercato delle energie rinnovabili negli USA : parte 2
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Rapporto Speciale: Mercato delle energie rinnovabili negli USA: parte 2

Newsletter Ambiente Nord America


 
 
 
Canada

Partecipazione del ICE/MATTM alla GLOBE 2010

GLOBE2010 è il più importante evento nordamericano  per le attività economiche legate all’ecologia. Si è svolto tra il 24 ed il 26 Marzo 2010 presso il Vancouver Convention and Exhibition Centre, Vancouver, British Columbia. In questa edizione l’affluenza è stata  di circa 9.000 persone con oltre 420 espositori in rappresentanza di 22 paesi. 1.800 erano i delegati iscritti per partecipare alle conferenze dove più di 185 relatori hanno avuto la possibilità di esporre nuovi temi e presentare nuovi prodotti relativi ai diversi aspetti legati all’ambiente.   

Circa 800 tra Dirigenti, amministratori delegati di aziende ed organismi pubblici si sono incontrati durante gli svariati eventi di network marketing che si sono svolti sia all’interno dei padiglioni (circa 5.000mq di spazio espositivo) sia durante le conferenze.

L’Ufficio ICE di Toronto in collaborazione con il Ministero per l’Ambiente italiano (MATTM) è stato presente alla Fiera con uno spazio espositivo istituzionale oltre alla presenza di svariate aziende italiane del settore.
In particolare hanno aderito all’iniziativa 33 aziende italiane tra cui anche la Regione Veneto in collaborazione con alcune imprese.  

L’evento GLOBE 2010, suddiviso in una parte espositiva ed in una parte per le conferenze, era rivolto principalmente ai seguenti settori: sviluppo sostenibile delle imprese, energia e cambiamento climatico, finanza e sviluppo sostenibile, infrastrutture urbane, tecnologie pulite ed acqua, impatto sul business.

Business Conferences: durante l’evento si sono svolte numerose conferenze sui principali temi del settore ed Incontri di Business networking organizzati dagli stessi espositori, da paesi esteri, dalle aziende e dagli organismi partecipanti.

La prossima edizione è prevista per Marzo 2012 e sicuramente, considerato il successo riscontrato nell’edizione appena passata, comprenderà un numero ancora maggiore di aziende italiane.
 
 
USA

BRITISH PETROEUM (BP) NON FABBRICHERA’ PIU’ PANNELLI SOLARI NEGLI USA

BP chiuderà il suo impianto di produzione di pannelli solari di Frederick (Maryland), per delocalizzare le attività di produzione fuori dagli USA e trasferirle in Cina, India ed altri Paesi emergenti. Solamente tre anni fa, la BP, in un annuncio ampiamente acclamato dai funzionari del Maryland e dai promotori dell’"occupazione verde", aveva lanciato un piano da 70 milioni dollari per raddoppiare la produzione presso l'impianto e aveva costruito un edificio per ospitare le linee di produzione di pannelli solari per il mercato USA.  Ma in marzo, con sorpresa di operatori e dipendenti, la società ha annunciato di voler trasferire la produzione altrove, lasciando a casa 320 lavoratori e mantenendo in loco solo un centinaio di persone coinvolte nei settori  ricerca, vendita e sviluppo del progetto.  In un comunicato stampa, la società ha fatto sapere che, chiudendo sedi ad alto costo di fabbricazione, ridurrà i costi unitari di oltre il 45%.  In barba ai proclami di qualche anno fa, secondo i quali l’energia solare doveva essere il settore di punta, oltre al petrolio, della compagnia di bandiera britannica.  BP, che lavora nel settore dell’energia solare da più di 30 anni, ha acquistato lo stabilimento di Frederick nel 1999, come parte di un’operazione nel corso della quale aveva comprato anche Amoco Corporation e alcune azioni di Enron, poi fallita. In quel periodo, BP era la seconda impresa al mondo per produzione  di energia derivata dal  solare, mentre oggi è scivolata al quindicesimo posto a livello internazionale. Alla base della fuga dal Maryland vi sono varie circostanze: forte concorrenza ed alti prezzi del silicio, ma anche errori nella pianificazione.  Secondo Reyad Fezzani, amministratore delegato di BP Solar, il mercato statunitense, che nel 2008 ha avuto una crescita dell’87%, è stato quasi piatto nel 2009, senza guadagni netti nel settore.  BP ha inoltre compiuto passi falsi nella produzione, fabbricando celle solari in multi-cristallino da 125 millimetri, mentre il resto del settore era passato da qualche tempo ai 156 millimetri.  Cambiare le linee di produzione era diventato troppo caro, ha detto Fezzani.  Ma non è la prima volta che BP ha problemi negli USA: nel 2004 ha costruito e poi chiuso due impianti che utilizzavano tecnologie sperimentali, sui quali  l’azienda aveva puntato in maniera decisa, ma che si erano rivelate un flop.  In particolare, il salto dai prototipi di fabbrica al settore commerciale è stato difficile da realizzare.
 
 
Canada

LA NOVA SCOTIA INVESTE 60 MILIONI DI DOLLARI IN RINNOVABILI

La provincia canadese della Nova Scotia investirà 60 milioni di dollari (canadesi) in progetti per energie rinnovabili, assieme al gruppo Daewoo Shipbuilding and Engineering (DSME). Il primo progetto previsto è la costruzione di un centinaio di pale eoliche che daranno energia verde alla capitale Halifax. DSME e la provincia della Nova Scotia saranno entrambi azionisti del progetto, con un impegno economico così suddiviso: 20,4 milioni dollari da parte privata, equivalente al 51% delle azioni, e  19,6 milioni di dollari da parte delle provincia, pari al 49% delle azioni. La provincia avrà anche una rappresentanza nel consiglio di amministrazione. “Questa partnership contribuirà a creare posti di lavoro sicuri ed appoggiare i nostri bisogni economici” ha detto il premier, Darrell Dexter. "Questa nuova struttura sarà anche una vetrina per sviluppare la leadership della Nova Scotia in energie rinnovabili ed economia verde”.  L'accordo avrà benefici immediati, con l’assunzione di circa 120 dipendenti entro il primo anno di funzionamento e ulteriori posti di lavoro indiretti  per la comunità locale e la provincia stessa.

Attraverso il Fondo di espansione industriale, la Nova Scotia fornirà il finanziamento di start up:  30 milioni di dollari di prestito per le nuove attrezzature  e 4 milioni di dollari a fondo perduto per l’acquisto di terreni e edifici.  Anche il governo del Canada ha annunciato che intende investire 10 milioni di dollari per il futuro potenziamento dell'impianto.

L'accordo tra Nova Scotia e DSME è il risultato di più di un anno di lavoro, che è iniziato con un memorandum d'intesa per esplorare le opportunità economiche ed energetiche della zona. Il progetto iniziale è stato sviluppato da DSME e dai dipartimenti dell’Energia,  economia e sviluppo rurale canadese, oltre che da esperti della provincia canadese.  DSME  ha anche annunciato di aver firmato un memorandum d'intesa con Nova Scotia Power,  per sviluppare progetti  che aiutano a soddisfare gli obiettivi di produzione da fonti rinnovabili nella regione. La società si concentrerà anche sul potenziale on-shore, sull'energia proveniente dalle maree e su progetti di energia eolica offshore.
 
 
Messico

ACCORDO DI COOPERAZIONE MESSICO – USA SULLE ENERGIE RINNOVABILI

Il Messico e gli Stati Uniti hanno deciso di rafforzare la cooperazione nei settori delle energie rinnovabili, dell’efficienza energetica e del cambiamento climatico nel corso di un incontro di lavoro a Washington tra i loro Ministri dell’Energia, Georgina Kessel e Steven Chu. L’accordo verrà firmato durante la visita ufficiale del presidente messicano  Felipe Calderón negli Stati Uniti, nel maggio prossimo, occasione in cui le questioni dell’energia pulita e dei cambiamenti climatici saranno al centro dei colloqui con il presidente Obama.  Per quanto riguarda la collaborazione tra i tre paesi dell’America settentrionale (USA, Canada e Messico), Kessel e Chu hanno poi stabilito di continuare a lavorare per soddisfare le necessità del settore energetico, secondo le posizioni concordate nel North American Leaders Summit a Guadalajara dello scorso anno.  I ministri hanno anche esaminato la possibilità di organizzare una riunione ministeriale trilaterale sull’energia in Nord America, prima del vertice dei tre presidenti, che si terrà in Canada durante l'estate, e prima del summit G8, che avrà come tema centrale il ruolo delle  rinnovabili.
 
 
USA

GOVERNATORI USA CHIEDONO UN REGOLAMENTO NAZIONALE SULLE RINNOVABILI

Un gruppo di governatori Usa chiede al Congresso e al presidente Obama l’adozione di un regolamento nazionale per le energie rinnovabili. La coalizione politica dei governatori, (Governors’ Wind Energy Coalition), un’ associazione volontaria costituita da 29 governatori bipartisan, ha approntato un piano di lavoro che intende presentare all’amministrazione Obama per un nuovo e miglior uso delle energie rinnovabili negli USA. Il piano prevede azioni diverse: uno studio annuale sullo stato delle energie rinnovabili nell’Unione, l’identificazione di zone adatte per l’installazione di campi eolici, la creazione di standard comuni per l’uso dell’energia prodotta da fonti rinnovabili, il miglioramento dei sistemi di interconnessione tra i singoli stati basati sull’uso delle rinnovabili e, infine, proposte politiche a livello statale per beneficiare dell’uso dell’energia verde.

In marzo, la coalizione - che è attualmente presieduta dai governatori dell’Iowa e del Rhode Island -  ha pubblicato il rapporto Great Expectations: U.S. Wind Energy Development, the Governors’ Wind Energy Coalition’s 2010 Recommendations, nel quale vengono esposte le linee guida ed i settori sui quali si chiede di lavorare nei prossimi mesi. Il rapporto è diretto al Congresso americano e all’amministrazione Obama, che ha fatto sapere di essere molto interessata all’iniziativa. Si tratta – ha dichiarato per l’associazione il governatore Carcieri dello stato del Rhode Island - del primo tentativo, in tutto il paese,  di mettere a punto un elenco di suggerimenti e raccomandazioni  in materia di energie rinnovabili che siano parte di un progetto energetico più ampio a livello statale. L’iniziativa, auspicano i governatori, potrebbe rivitalizzare l’intesse del Congresso sul tema energetico, al momento in fase di stagnazione.  “Grazie al largo consenso tra democratici e repubblicani – afferma il Governatore Carcieri – questo è il momento più idoneo per lanciare l’iniziativa ed approvarla”.
 
 
Canada

IL CANADA HA BISOGNO DI PIU’ INVESTIMENTI NELLE RINNOVABILI, LO DICE UNO STUDIO FEDERALE

Uno studio del Sustainable Development Technology Canada (SDTC), società canadese di consulenza nel settore dell’economia verde, che analizza  la situazione di 160 aziende nel paese, conclude che, sebbene il settore delle tecnologie pulite sia in crescita (nel biennio 2008-2009 l’incremento è stato del 47% ed è destinato a un notevole +117% tra il 2010 e il 2012), c’è ancora molto da fare in materia di investimenti, ricerca e sicurezza per raggiungere livelli importanti nel settore delle tecnologie pulite e ottenere così maggiore competitività sul mercato mondiale.
Il Canada si classifica infatti al quattordicesimo posto tra i paesi esportatori di ”green technology” nel 2009, per un valore complessivo di circa 4 miliardi di dollari, ma spera di entrare nell’elenco dei primi dieci al mondo nei prossimi cinque anni.  Il SDTC, che attualmente gestisce fondi per un valore di 1,5 miliardi di dollari canadesi (circa 1,47 miliardi di dollari Usa), destinati alla gestione di progetti che riguardano il cambiamento climatico e gli impianti alimentati con bio-combustibili, ha ricevuto l’incarico di  elaborare il  rapporto dal Governo federale, definendo un piano di azione specifico per la situazione del Canada. Il piano prevede l’investimento di ingenti capitali a favore delle industrie che si occupano di sviluppare tecnologie pulite entro il 2020. “Il settore cleantech canadese ha un grande potenziale per creare aziende competitive a livello globale”, ha detto Celine Back, partner della società di consulenza Russell Mitchell Group e co-autrice dello studio. “Una fiorente industria canadese del cleantech dipenderà, più che dalla sola innovazione tecnologica, - conclude Back - anche da un forte export di livello mondiale e dal poter contare su  manager di settore molto preparati”.
 
 
Messico

SI E’ CONCLUSO IL FORUM NAZIONALE SULL’USO SOSTENIBILE DELLE ENERGIE

Si è svolto in marzo, nello stato di Queretaro, nel Messico centrale, il Forum nazionale sull’uso sostenibile delle energie, diretto principalmente agli Stati centro-orientali del Messico e ai loro comuni. Il Forum, organizzato dalla Commissione Nazionale messicana per l’uso efficiente delle energie (CONAUE), aveva l’obiettivo di sensibilizzare i rappresentanti politici dei singoli stati e dei comuni sui temi dello sviluppo sostenibile, delle tecnologie pulite e sui progetti di investimento “verdi”.  L’attenzione si è concentrata su tematiche quali i trasporti efficienti, con l’idea di affrontare il problema del consumo energetico del trasporto a motore, medio e pesante, e sull’illuminazione efficiente, per comprendere le esigenze di illuminazione nei settori  commerciale, industriale e dei servizi, così come nelle agenzie nazionali dell’amministrazione pubblica, delle amministrazioni dei singoli stati e locali.  Inoltre, ci si è occupati apparecchiature per la casa - riferendosi al consumo efficiente di energia derivante dall'utilizzazione di apparecchi elettrici, ed elettronici, compreso il condizionamento dell'aria, refrigerazione, ventilazione e riscaldamento dell'acqua e di opportunità di cogenerazione, che identificano il potenziale di risparmio energetico nei settori ad alto consumo. Infine, focus sulle costruzioni sostenibili, con l’obiettivo di identificare nel settore residenziale opportunità per il risparmio energetico derivante da un miglioramento delle pratiche di costruzione e dall’uso di materiali efficienti e sostenibili nel settore.
 
 
USA

ACCORDI DI COLLABORAZIONE TRA IL LABORATORIO NAZIONALE USA PER LE ENERGIE RINNOVABILI E L’IMPRESA 3M

Il Dipartimento di Energia americano e il Laboratorio nazionale delle energie rinnovabili (NREL) hanno annunciato una serie di iniziative congiunte di ricerca e sviluppo (CRADA) con l’impresa 3M, società del Minnesota specializzata, tra altro, in tecnologie pulite. Questo accordo tra enti diversi costituisce un esempio del forte impegno sia del settore pubblico che di quello privato per soddisfare gli obiettivi nazionali di promozione delle energie pulite.  La collaborazione tra l’NREL e 3M prevede lo sviluppo di ricerche e applicazioni su tre settori fondamentali quali il fotovoltaico, il solare termico e i biocombustibili.  Le iniziative di cooperazione, copriranno tutta la fase del processo, partendo dall’identificazione, disegno, sviluppo congiunto e applicazione di tecnologie per questi settori. I test verranno effettuati dalla 3M, che successivamente si farà carico della fase commerciale dei prototipi per un anno, periodo di durata degli accordi firmati. Secondo il vice-presidente del NREL, la joint-venture con 3M aiuterà il processo di transizione del paese verso l’uso delle energie rinnovabili, mettendo assieme il meglio dei ricercatori nazionali in materia di rinnovabili e le capacità di un’impresa privata che da anni lavora nel settore con grandi risultati. Oltre ai settori del fotovoltaico, solare termico e biocombustibili, gli accordi tra le due parti prevedono anche la ricerca e test di tecnologie per celle solari che aumentino le capacità di produzione di energia e riducano i costi di manutenzione; nuove protezioni per gli specchi solari che riducano la dispersione energetica e nuove tecniche di distillazione di etanolo che permettano maggiore efficienza e minor uso di acqua.
 
 
Canada

I LIBERALI CANADESI RIPROPONGONO LA CARBON TAX

Una vecchia idea ritorna in voga in Canada, per iniziativa dei membri del partito liberale: la carbon tax come mezzo per ridurre le emissioni di gas a effetto serra.  L’idea è stata riproposta con forza dagli esperti di una tavola rotonda sui  temi dell’energia, dell’ambiente e della crescita economica, che ha avuto luogo nella più ampia cornice delle conferenza dei pensatori liberali, il cui partito ha incassato una clamorosa sconfitta nelle ultime elezioni federali.

Nel corso dell’evento, intitolato Canada 150 (con un riferimento al 150° anniversario della Confederazione, che cadrà nel  2017), si è dedicato ampio spazio al tema, poco popolare presso i circoli dei conservatori al governo.

Michale Phelps, ex amministratore delegato della società del gas naturale West Coast Energy Inc., che  prevede un aumento del 40% della domanda globale di energia nei prossimi vent’anni,  fortemente dipendente dai combustibili fossili,  si è detto a favore di una tassa che potrebbe ridurre costi ed emissioni in Canada. Anche Dan Gagnier, direttore dell'Istituto internazionale per lo sviluppo sostenibile, pur ricordando il rischio politico di proporre una tassa sul carbonio, ha affermato che al momento c’è un forte interesse pubblico all’approfondimento dei possibili benefici della tassa, soprattutto in un momento in cui il tema dei cambiamenti climatici è fortemente sentito dall’opinione pubblica canadese e da quella mondiale. Infine, alcuni leader ambientalisti presenti alla conferenza hanno sottolineato che l’attuale congiuntura è favorevole per promuovere la tassazione del carbonio.
 
 
Messico

CITTÁ DEL MESSICO ADOTTA LA BICICLETTA COME MEZZO ALTERNATIVO DI TRASPORTO

Ha preso il via a Città del Messico il piano di viabilità su due ruote, il primo nella storia della capitale.  Con l’acquisto di 2.500 biciclette e più di cinquanta stazioni per parcheggiarle in vari punti del centro città, l’amministrazione della capitale,  attraverso il dipartimento dell’ambiente, offre oggi ai cittadini un servizio di trasporto “pulito” e alternativo, per far fronte al caotico traffico urbano. Il progetto, denominato “città ecologica”, prevede l’offerta di un mezzo alternativo agli abitanti della capitale, che possono muoversi con le due ruote nelle principali zone del centro in qualsiasi ora e momento della giornata. Le biciclette sono parcheggiate in rastrelliere installate in vari punti della città; si prelevano con una tessera prepagata e si lasciano nel parcheggio di arrivo del tragitto scelto. 20 km di piste ciclabili, con barriere di protezione, sono state già costruite, tra cui un tratta di 10 km lungo il Paseo de la Reforma, una delle principali arterie cittadine. Il progetto si propone di realizzare 300 km di nuovi percorsi per i ciclisti entro il 2012.  Oltre a quelle del  programma “città ecologica”, a disposizione dei turisti e dei residenti ci sono altre stazioni in cui gli utenti possono prendere una bici gratuitamente, lasciando un documento di identità. Il dipartimento dell’ambiente della capitale sta poi pianificando la costruzione di più di un centinaio di stazioni aggiuntive per aumentare l’offerta di biciclette, come avviene attualmente nella città di Bogota, in Colombia.
 
 
USA

SARA’ L’EPA A RIPULIRE IL GOWANUS CANAL DI NEW YORK

L’EPA, l’agenzia statunitense per la protezione dell’ambiente, ripulirà il Gowanus Canal, uno dei canali storici che attraversano la zona nord di New York e tra i più inquinati della città. L’operazione rientra nella lista delle priorità nazionali (il cosiddetto Superfund) in materia di bonifiche ambientali. La decisione dell’Environmental Protection Agency di inserire il Brooklyn's Gowanus Canal tra i siti del Superfund offre l’opportunità di rimediare ad uno dei danni ecologici più gravi della Grande Mela e di ripulire uno dei corsi d'acqua più inquinati della nazione. L'amministrazione del sindaco Michael Bloomberg aveva proposto un intervento su base volontaria, nella speranza di evitare di andare a finire nella lista  del Superfund, ma l’azione non ha avuto il successo  previsto. L'approccio federale per mezzo della EPA avrà ora l’effetto desiderato, anche se sarà più lungo del previsto. Per anni il Gowanus, un canale di quasi 2 miglia di lunghezza, è stato ridotto a poco più di una fogna industriale, una discarica per le navi che arrivavano in città, per le acque reflue e le raffinerie circostanti, oltre che per gli  impianti chimici e altre fabbriche lungo le sue rive. Come se non bastasse, il canale è contaminato da pesticidi e metalli cancerogeni (PCB).

L’EPA stima che le operazioni di bonifica costeranno tra i 300 e 500 milioni di dollari e dureranno dai dieci ai dodici anni. La città  di New York aveva dichiarato di poter fare il lavoro in nove anni e ad un costo inferiore, ma la copertura finanziaria non è mai stata garantita.

Quando un sito entra nel Superfund, l’EPA può costringere le imprese responsabili dell’inquinamento a pagare i costi di bonifica, individuando in tal modo i fondi necessari all’operazione senza aspettare gli stanziamenti federali del Congresso.

L'agenzia ha finora identificato nove imprese - tra pubbliche  e private -  responsabili degli  scarichi tossici nel canale, tra cui la stessa municipalità di New York City, la Marina militare, la Consolidated Edison e altre sei aziende private.. Si sta analizzando  poi anche il ruolo di altre 20 società che potrebbero avere inquinato il Gowanus o ritirato rifiuti tossici da altre aziende per poi smaltirli nel canale. Nel braccio di ferro tra l’amministrazione Bloomberg di New York e l’EPA, l’ha spuntata il governo federale; la municipalità temeva che l’intervento dell’EPA  tenesse gli investitori lontano dalla zona, ma l’Epa  ha ribattuto che, al contrario, è più facile che  un’impresa investa in una zona pulita e gradevole anziché in una maleodorante e insalubre.
 
 
USA

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