Archivio Newsletter Ambiente Nord America

2010 maggio

Speciali e Dossier
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7th Annual EnergyOcean International
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Nanotech Conference & Expo 2010
Circolare Informativo ICE
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Missione Lombarda in Canada e Usa
Circolare Informativo ICE
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USA

A ROVIGO, DALLA COLLABORAZIONE USA-ITALIA NASCERA’L’IMPIANTO FOTOVOLTAICO PIÙ GRANDE D’EUROPA

Il gruppo Usa Sunedison, con Banco Santander nella veste di investitore, inizierà i lavori di costruzione a Rovigo, nel Veneto, del parco solare piu grande d’Europa, con capacità installata di 72 MW e che assicurerà la creazione di oltre 350 posti di lavoro nella fase di costruzione, oltre a nuove competenze locali nel campo delle fonti di energia rinnovabile. L’impianto, che  si svilupperà su una superficie di oltre 850mila metri quadrati (pari a 120 campi da calcio), comincerà la produzione di energia nella seconda metà del 2010, per raggiungere piena operatività entro la fine dell’anno. Nel primo anno di attività, il sistema produrrà l’equivalente al fabbisogno di oltre 17mila famiglie, con un risparmio annuo di quasi 41mila tonnellate di CO2, paragonabile all’eliminazione dalle strade di 8.000 automobili.

Per questo importante progetto è stato scelto un partner di rilievo, Isolux Corsàn, gruppo che vanta una specifica esperienza nella realizzazione di grandi parchi fotovoltaici – ha affermato Pancho Perez, General Manager Europa, Medio Oriente e Nord Africa di SunEdison. Per Francesco Nanni, General Manager Italia di SunEdison, “il parco fotovoltaico della provincia di Rovigo rappresenta una pietra miliare nel percorso di sviluppo ed affermazione dell’energia solare in Italia. SunEdison – forte delle sue competenze ed esperienze in mercati avanzati quali quello Nord Americano – si candida ad assumere un ruolo di guida per valorizzare le potenzialità dell’energia solare per l’economia e l’ambiente in Italia". Con 72 MW, l’impianto in provincia di Rovigo sarà il più grande d’Europa, davanti a quello di 60 MW ad Olmedilla, in Spagna e a quello di 50 MW a Strasskirchen in Germania, realizzato da MEMC Electronic Materials con una joint venture.
 
 
USA

MASSACHUSSETS COL VENTO IN POPPA, AL VIA IL PRIMO PARCO EOLICO OFFSHORE

Dopo quasi un decennio di dibattito, gli USA apriranno il primo parco eolico offshore al largo della costa del Massachusetts. A fine aprile, in uno storico annuncio congiunto del Ministro degli Interni Ken Salazar e del Governatore del Massachusetts Deval Patrick, è stato dichiarata ufficialmente la nascita del Cape Wind Park, un progetto che consiste nell’installazione di 130 turbine eoliche a Nantucket, al largo delle coste del Massachusetts.

La decisione del Ministro Salazar per l'approvazione del progetto Cape Wind costituisce il primo passo fondamentale per l’inizio della realizzazione di parchi eolici off-shore, e rappresenta una grande opportunità per l'industria americana del settore delle energie rinnovabili.  A detta di vari esperti, il progetto Cape Wind segna uno storico passo avanti nella politica energetica degli Stati Uniti e consente di avvicinarsi agli obiettivi nazionali di produzione di energia off-shore da fonti rinnovabili. La realizzazione del progetto è prevista per il prossimo anno, una volta che gli ultimi dettagli logistici saranno stati risolti.

Il progetto era stato presentato più di dieci anni fa, ma non era ancora stato approvato. Dopo innumerevoli battaglie pubbliche e ripetute azioni legali, il piano è finalmente passato e nel marzo di quest’anno la direzione amministrativa ha  annunciato un accordo con Siemens per la fornitura di 130 turbine da 3,6 (MW).
 
Prima di essere approvato, il progetto di Cape Wind ha subito alcune modifiche, compresa la riduzione del numero di turbine da 170 a 130 e la correzione dell'orientamento delle pale, per far fronte alle critiche mosse da alcuni movimenti ambientalisti e alle pressioni esercitate negli ultimi sei mesi dalle comunità indigene Mashpee e Aquinnah Wampanoag, le quali  avevano chiesto che la zona di Nantucket fosse dichiarata “patrimonio culturale” e fosse pertanto protetta da ogni modificazione ambientale. Il progetto comprenderà comunque anche un elenco di altre misure di mitigazione ambientale legate alla costruzione del parco, per assicurare il minor impatto possibile.

L'industria eolica americana, che è stata a lungo in attesa di questa decisione, è in fermento. I leader della American Wind Energy Association hanno dichiarato che lo sviluppo del progetto Cape Wind aprirà il paese a più investimenti nel settore e a migliorare la domanda nazionale di energia eolica.
 
 
Canada

APERTURA DEI PRIMI PARCHI SOLARI DELL’ONTARIO

Nel mese di aprile sono stati inaugurati nella contea di Norfolk, Ontario, due importanti parchi solari, per un totale di 18 MW di capacità energetica installata: si tratta dei primi progetti del settore realizzati nella regione. I parchi solari, chiamati SunE Sky Norfolk I e II, sono stati sviluppati nell'ambito di una joint venture tra SunEdison, una controllata del gruppo MEMC Electronic Materials, e SkyPower Limited.  SunEdison e SkyPower produrranno energia che verrà poi acquistata dall'Ontario Power Authority (OPA), la compagnia statale che fornisce energia alla regione.

I due parchi solari potranno generare oltre 19 milioni di kWh nel loro primo anno di attività e quasi 400 milioni di kWh nei prossimi 20 anni. La generazione di energia elettrica derivata sarà sufficiente per alimentare il fabbisogno di 33.000 case e ridurre oltre 250mila tonnellate di emissioni di CO2 nell'ambiente. In termini comparativi, l’operazione equivale a togliere dalla circolazione quasi 60.000 vetture all’anno.

"Progetti come questi creeranno centinaia di posti di lavoro verdi per i canadesi", ha commentato il sindaco della contea di Norfolk, Dennis Travale. I parchi SunE Sky I e II rappresentano una grande opportunità per diversificare l’economia locale e spingere la contea verso il cammino delle energie rinnovabili.  Le compagnie che hanno realizzato il progetto, la SunEdison e SkyPower Limited, hanno beneficiato delle nuove opportunità  derivate dall’entrata in vigore del Green Energy Act e del programma feed-in-tariff, che consentono alle imprese dell’Ontario di sviluppare progetti nel settore delle energie rinnovabili.
 
 
USA

ALLA FIERA DELLE NANOTECNOLOGIE IN CALIFORNIA L’ITALIA PRESENTE CON PADIGLIONE ICE

L’Istituto nazionale per il Commercio Estero organizzerà, nell’ambito del Progetto per la promozione del Partenariato tecnologico in USA e in collaborazione con l’Associazione AIRI/NANOTECH.IT, la presenza istituzionale alla “Nanotech Conference & Expo 2010”, che si terrà ad Anaheim, California, dal 21 al 25 giugno 2010.  A completare l’iniziativa sarà realizzato un programma di attività collaterali per i partecipanti italiani, per promuovere la collaborazione scientifica e tecnologica tra imprese e centri di ricerca italiani e statunitensi. La Nanotech Conference & Expo 2010, che quest’anno giunge alla tredicesima edizione, è la più importante manifestazione internazionale nel settore: nel 2009 la conferenza si è svolta a Houston e ha registrato la partecipazione di oltre 5000 persone e 1000 aziende.
L’ICE sarà presente alla NSTI Nanotech 2010, presso l’Anaheim  Convention Center, con uno spazio espositivo  di 150 metri quadrati, dove verranno promossi l’eccellenza dei Centri di ricerca italiani ed i più recenti sviluppi delle nanotecnologie nel nostro paese. Lo spazio ICE sarà munito di un centro servizi e di un meeting point, a disposizione dei componenti della delegazione italiana per agevolare gli incontri con le controparti di interesse durante lo svolgimento della manifestazione.  

Il programma fieristico per la delegazione italiana sarà poi arricchito da un networking event durante uno dei giorni della fiera, nel corso del quale  sarà possibile presentare sinteticamente l’attività dei partecipanti e effettuare incontri con i ricercatori e altre controparti. Inoltre, il 22 giugno sarà organizzato un programma di visite che includerà alcune tra le principali università e centri di ricerca dell’area, scelti dall’ufficio ICE di Los Angeles.

Gli Stati Uniti detengono il primato incontrastato nelle nanotecnologie, grazie al supporto finanziario che il Governo federale fornisce alle università e ai laboratori nazionali operanti nel settore. Gli USA dominano la classifica mondiale, sia  come numero di aziende impegnate nelle nanotecnologie (oltre 1.000), sia come ammontare degli investimenti, che sono circa un terzo del totale degli investimenti nel settore - stimati sui 12,4 miliardi di dollari nel 2008 – sia con oltre 43.000 pubblicazioni (accademiche e scientifiche) nel campo delle nanoscienze.
 
 
Messico

BANDO DEL MINISTERO DELL ENERGIA PER L’USO DI BIOCOMBUSTIBILI NEI TRASPORTI

Il Ministero dell’energia messicano lancerà un bando di appalto pubblico per la produzione di benzine a base di etanolo nell’area metropolitana della capitale, Città del Messico. Il progetto è parte di un programma federale di sviluppo e utilizzo di biocombustibili nel paese e dovrebbe aiutare a raggiungere l’obiettivo del 35% di generazione di energia da fonti rinnovabili a livello nazionale per il 2024. L’annuncio è stato dato dal Ministro per l’Energia Georgina Kessel  che, a margine di un evento con la Commissione per le energie rinnovabili della Camera messicana dei Deputati, ha presentato il progetto, dettagliando i contenuti del bando.

L’iniziativa risponde al bisogno di promuovere nuove alternative energetiche per il settore dei trasporti e delle automobili in Messico ed è parte di una più ampia strategia nazionale per lo sviluppo di progetti per il settore dei biocombustibili, con l’obiettivo di permettere al paese non solo di ridurre le emissioni di gas serra ma, soprattutto, di dipendere sempre meno dall’uso di fonti non rinnovabili come il petrolio. Il Ministro ha anche annunciato che verranno realizzati progetti tecnologici e scientifici per i biocombustibili di terza generazione, con il principale obiettivo di produrre energia senza mettere a rischio la sicurezza alimentare della popolazione locale.
 
 
USA

PARTE IL PRIMO GRANDE PARCO EOLICO NELLE ISOLE HAWAII

First Wind, società statunitense privata di energia eolica, ha ricevuto un prestito con garanzia condizionata di 117 milioni dollari dal Ministero dell’Energia per finanziare la costruzione di un parco eolico da 30 megawatt (MW) di capacità installata nelle isole Hawaii.    Il Kahuku Wind park, situato nella località di Kahuku, avrà la capacità di generare energia pulita per circa 7.700 case nella regione di Oahu ed è parte delle varie iniziative promosse nel contesto dell’Hawaii Clean Energy Initiative, che punta a raggiungere per l’anno 2030 il 70% di produzione di energia statale proveniente da fonti rinnovabili.  Il progetto Kahuku Wind creerà opportunità di lavoro durante le fasi di progettazione, ingegneria e costruzione per circa 200 persone.

L’impresa First Wind intende infine includere nel progetto una nuova tecnologia per lo stoccaggio di energia nella batteria delle pale eoliche con l’intregrazione di un sistema brevettato per migliorare la stabilità del carico di elettricità e sviluppato da Xtreme Power, impresa texana. La tecnologia fornita consentirà alle pale eoliche di immagazzinare energia e fornire fino a 10 MW di potenza per almeno un'ora durante i periodi di bassa corrente di vento. Il progetto Kahuku Wind comprenderà anche l’uso di dodici turbine di 2,5 MW prodotte dalla Clipper Liberty turbine, le più grandi prodotte in Nord America. Il progetto include anche un piano di conservazione degli habitat naturali della zona, per proteggere le specie animali minacciate dai possibili effetti di disturbo delle pale eoliche.
 
 
Canada

LE COMUNITÀ ABORIGENE FIRMANO UN MEMORANDUM D’INTESA PER I LAVORI “VERDI”

Il Consiglio aborigeno per le risorse Umane del Canada (AHRC) e l'associazione per le energie sostenibili dell’Ontario (Osea) hanno firmato un memorandum d'intesa per incoraggiare e promuovere le opportunità di lavoro nel settore delle energie pulite per le comunità aborigene della regione. L’accordo prevede che le due organizzazioni lavorino assieme su diversi settori e progetti per favorire l’inserimento di personale qualificato di origine aborigena nelle diverse realtà produttive e tecnologiche della regione in materia di energie pulite.

Parte delle linee principali di azione previste dall’accordo e una dettagliata descrizione delle strategie da seguire sono riunite in una pubblicazione intitolata “Green Energy Outlook: opportunità per le comunità aborigene nel settore delle energie pulite”, edita dalla Osea e di prossima uscita. Il presidente del Consiglio aborigeno per le risorse Umane, Kelly Lendsay, afferma che il settore dell’energia verde rappresenta il vincolo naturale tra comunità aborigene, depositarie delle conoscenze tradizionali sulla natura, e la loro sensibilità verso lo sviluppo sostenibile. Esse avranno dunque un’opportunità importante per svolgere un ruolo vitale nel campo delle energie pulite nei prossimi anni.  

L’iniziativa scaturisce dagli effetti dell’Ontario Green Energy Act, che prevede incentivi specifici per la partecipazione degli aborigeni nel settore dell’economia verde con un pacchetto di misure che vanno dai prestiti agevolati alle partnership energetiche tra comunità aborigene, con programmi di incentivazione ed accesso alle energie pulite con prezzi accessibili nelle comunità remote della regione.
 
 
Messico

L’EPA PREMIA I COMUNI MESSICANI VICINI ALLA FRONTIERA USA PER IL LORO IMPEGNO AMBIENTALE

Il Ministero dell’ambiente messicano e l’EPA, l’agenzia USA per l’ambiente, hanno riconosciuto l’importante passo in avanti dei comuni messicani ubicati alla frontiera con gli Stati Uniti per il loro forte impegno nella riduzione delle emissioni di metano nelle discariche di frontiera, per il riciclaggio e trattamento delle acque reflue, che arrivano rispettivamente all’85% e al 42% della efficacia, e per la generazione di biogas e energie pulite derivate dai processi di trattamento delle discariche pubbliche. 

Gli sforzi dei due Stati, iniziati qualche anno fa, hanno raggiunto infatti risultati importanti per lo sviluppo sostenibile delle comunità di frontiera e hanno aperto nuovi settori di opportunità come l’iniziativa sul mercato del metano (M2M) che sfrutta i rifiuti in discarica per produrre energia pulita (biogas).  Il progetto M2M fa parte delle iniziative nazionali del Piano speciale per i cambiamenti climatici e contribuisce a centrare l’obiettivo di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra, con quasi 130 milioni di tonnellate equivalenti di CO2.

L’amministratore delegato della COCEF, organizzazione che da quindici anni si occupa di attuare i progetti nella frontiera USA-Messico per conto dei due Governi, durante la presentazione dei risultati ha ricordato che, al momento, sono stati realizzate 21 discariche autorizzate con investimenti di 60 milioni di dollari e benefici diretti per circa 3 milioni di persone nelle città di Monterrey, Hermosillo, Ciudad Juàrez, Nogales e Saltillo.
 
 
Canada

ENERGIA SOLARE PER IL MUSEO NAZIONALE DELL’AVIAZIONE AD OTTAWA

Per la prima volta in Canada un museo nazionale utilizzerà solo l’energia solare per il suo funzionamento. Il museo nazionale dell’aviazione di Ottawa, il più importante del paese,  conosciuto nel mondo per la raffinata collezione di aerei provenienti da ogni parte del mondo, avrà un nuovo tetto coperto da cellule fotovoltaiche, con una capacità installata di 295kW che permetteranno di risolvere il problema degli alti consumi energetici della struttura.  L’idea è anche quella di migliorare l’impronta ecologica dell’edificio e diventare così il primo museo in Nord America a dipendere interamente dall’uso di energia rinnovabile.

L’edificio, a forma di delta, disporrà di 2.051 pannelli solari che produrranno energia sufficiente a soddisfare le esigenze di circa trenta case su una superficie di 6500 metri quadrati.  A realizzare i lavori sarà la Enfinity Canada, impresa privata del settore, che firmerà con il Museo un accordo di partenariato per lo sviluppo di nuove tecnologie pulite nell’edificio nei prossimi trent’anni.  Il costo degli investimenti si aggira su 1,5 milioni di dollari canadesi, diluiti nei 20 anni di durata dell’accordo.  In esso si prevede che il Museo potrà usare l’energia prodotta dai pannelli non solo per soddisfare il fabbisogno della struttura, ma anche per progetti e ricerche relative all’uso delle tecnologie verdi. Denise Amyot, del Canada Aviation Museum, ricorda che con questa iniziativa il Museo, oltre a impegnarsi a ridurre la propria impronta ambientale, cercherà di sensibilizzare e motivare i visitatori, attraverso l’uso delle energie rinnovabili, a partecipare ai progetti di sostenibilità energetica, così come ai programmi di conservazione ambientale della città e del paese.
 
 
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