| Speciali e Dossier |
|
| Eventi |
|
|
| Link Utili |
|
|
|

 |
|
Newsletter Ambiente Nord America
USA
DALL’UNIONE TRA ENI E M.I.T LA PRIMA CELLA SOLARE AL MONDO STAMPATA SU CARTA
L’ENI, ente nazionale italiano degli idrocarburi e il celebre Massachussets Institute of Technology (MIT) hanno dato vita a un progetto congiunto di ricerca per la produzione della prima cella solare al mondo stampata su carta. Il progetto è parte di una più ampia iniziativa di collaborazione tra le due istituzioni, l'Eni-Mit Solar Frontiers Center (SFC), formalmente presentata in maggio nel campus del MIT, centro che promuove la ricerca sulle tecnologie solari avanzate attraverso progetti che spaziano dai nuovi materiali fotovoltaici alla produzione di idrogeno da energia solare. Le celle solari stampate su carta sono ancora in una fase sperimentale e saranno disponibili sul mercato tra qualche anno, ma la tecnica – afferma Vladimir Bulovic, direttore del centro SFC – già dimostra di essere efficiente e promette forti benefici nel settore dell’energia solare. La carta usata contiene semiconduttori organici e le celle stampate aiutano a convertire la luce in elettricità con un’efficienza superiore alla media del 2%. La cella solare stampata su carta è una delle varie soluzioni studiate e prodotte nel laboratorio Eni-MIT Solar Frontiers con l’uso di materiali su scala nanometrica. Durante l’evento di presentazione del progetto il direttore dell’ENI, Paolo Scaroni, ha ricordato l’importanza di stanziare fondi per la ricerca sulle fonti rinnovabili non solamente perché il petrolio scarseggerà nel futuro ma anche perché l’ENI “considera l’energia solare un’importante alternativa alle fonti energetiche attuali e la tecnologia legata al solare deve essere maggiormente conosciuta e sviluppata”. L'alleanza con il MIT durerà cinque anni e comporta, per l’Eni, un investimento di 50 milioni di dollari equamente ripartiti tra il programma Solar Frontiers e il MIT Energy Initiative (MITEI), l'istituto di cui Eni è membro fondatore e che si occupa dello studio di soluzioni di trasformazione del sistema energetico per rispondere alle sfide del futuro.
Canada
PASSA ALLA CAMERA IL NUOVO PIANO NAZIONALE ANTI-EMISSIONI
La Camera Canadese dei comuni (Canadian House of Commons) in maggio ha votato a favore della nuova legge New Democrat Climate Change Accountability Act (Bill C-311), approvata con 149 voti a favore e 139 contrari e volta a ridurre le emissioni di gas serra in Canada del 25% rispetto ai livelli registrati nel 1990 entro il 2020 e con un secondo ambizioso obiettivo di raggiungere il - 80% di emissioni per il 2050.
Introdotta nel 2008 sotto il nome “C-377”, la nuova legislazione anti-emissioni consente al governo canadese di formulare nuove regole e procedimenti per la riduzione delle emissioni nazionali e per assicurare che gli obiettivi stabiliti dai piani quinquennali di sviluppo vengano rispettati e soddisfatti. Per Bruce Hyer, deputato che ha introdotto il progetto di legge alla Camera, “il Canada potrà finalmente avere regole e quadri chiari per combattere il cambiamento climatico e camminare a testa alta all’interno della comunità internazionale”. Il piano ha incontrato i favori del gruppo ambientalista Sierra Club Canada, secondo cui gli obiettivi stabiliti invieranno un segnale chiaro al mondo, ossia che il paese sta facendo la sua parte nell’affrontare i cambiamenti climatici.
Parallelamente agli sforzi federali, anche la provincia canadese della British Columbia (BC) ha presentato il proprio Clean Energy Act, che mira a rafforzare la propria quota di elettricità prodotta da fonti rinnovabili dal 90% al 93%. Il Clean Energy Act fissa gli obiettivi di investimento in energia pulita, sperando di raggiungere l’autosufficienza energetica entro il 2016, usando soprattutto le fonti idroelettriche grazie anche al supporto della nuova normativa locale che andrà a sostenere i produttori della zona.
USA
GLI EFFETTI DI SOLE E VENTO SULLA RETE ELETTRICA ANALIZZATI DALL’ISTITUTO NREL

Il National Renewable Energy Laboratory (NREL) ha reso noto nelle scorse settimane un importante studio di valutazione sugli impatti operativi ed economici derivanti dall’aumento dei contributi eolici e fotovoltaici sull’infrastruttura elettrica degli Stati Uniti Occidentali. Dopo tre anni di studi approfonditi ed evidenza scientifica, lo studio ha analizzato i possibili benefici e gli scenari determinati dall’integrazione di energia elettrica proveniente da fonti rinnovabili nella rete tradizionale, nell’ipotesi che il 35% del fabbisogno della zona per il 2012 venga prodotto dalle energie verdi.
Obiettivo dello studio è stato quello di costituire un punto di partenza per pianificare l’aumento di produzione di energia rinnovabile unita a quella esistente sulla rete dell’Ovest americano. I settori studiati sono stati quelli dell’eolico, il fotovoltaico e il solare e il loro impatto sul sistema energetico gestito da WestConnect, impresa di distribuzione elettrica della zona occidentale degli USA. I risultati dello studio affermano che non sono richieste nuove infrastrutture alla rete, quanto dei cambiamenti operativi e strategici nella maniera di combinare le nuove energie pulite con la rete elettrica locale. La sfida è quella di integrare le due fonti energetiche in maniera efficiente e considerare gli aspetti economici legati alla serie di incentivi statali e federali sulle energie rinnovabili, senza perdere i vantaggi offerti dalla rete tradizionale. Questo, a detta degli esperti del laboratorio nazionale, potrebbe anche evitare il problema di dover ricorrere a futuri sistemi di back up e stoccaggio energetico aggiuntivi per far fronte alla crescente domanda di energia della regione.
Messico
IN MESSICO LA CATENA WAL MART SI ALIMENTERÀ CON L’ENERGIA EOLICA
La principale catena di supermercati del paese, Wal Mart Messico e Centroamerica, ha annunciato che i 348 punti vendita del paese, oltre ai ristoranti ed esercizi dipendenti della catena a Città del Messico, Morelos e Stato del Messico, utilizzeranno energia pulita per il proprio funzionamento, proveniente dal parco eolico “LamatalaVentosa”, nello stato di Oaxaca, tra i più importanti del paese. Per la catena Walmex, che possiede il 51% di Wal max Messico, si tratta del primo passo verso l’obiettivo di arrivare al 2025 utilizzando il 100% di energia pulita, in particolare eolica.
Per Scot Rank, presidente esecutivo e direttore del gruppo, l’iniziativa è una delle piú importanti dell’America Latina in materia di uso di energie rinnovabili per le catene di supermercati, solitamente tra quelle a più alto consumo (basti pensare solamente ai refrigeratori di carni, verdure e agli impianti di illuminazione). L’accordo tra Wal Mart e LamatalaVentosa, proprietà del Governo federale messicano, è stato firmato alla presenza del Ministro dell’Energia Messicano e prevede grandi benefici ambientali nel paese, come la riduzione di emissioni di anidride carbonica (CO2), pari a 137mila tonnellate, equivalente a eliminare dalla circolazione più di 20mila auto. Il parco eolico è formato da 27 turbine eoliche da 2,5 megawatt ciascuna e genera quasi 68 megawatt di potenza. L’energia prodotta dal parco eolico verrà canalizzata ai supermercati Wal Mart per mezzo della rete del sistema elettrico messicano. Oltre a questo, Wal Mart ha annunciato che nei prossimi mesi metterà in atto il nuovo piano di sostenibilità ambientale per controllare i residui della produzione, gli imballaggi e il riciclaggio dell’acqua in Messico.
USA
SEMAFORO VERDE PER IL PRIMO IMPIANTO EOLICO DI PORTO RICO
Dopo le Hawaii anche Porto Rico, protettorato USA nella zona dei Caraibi, ha approvato il progetto di costruzione del primo impianto eolico della storia nazionale, che sorgerà nella zona asciutta della foresta subtropicale dell’isola. La compagnia elettrica portoricana Windmar Renewable Energy Inc dovrebbe installare 25 turbine, in grado di generare ogni anno 120 MW e capaci di soddisfare il fabbisogno energetico di circa 20mila famiglie dell’isola. Porto Rico, stato isolano dei Caraibi, popolato da quasi quattro milioni di abitanti, attualmente sfrutta l’elettricità generata dagli impianti termoelettrici convenzionali alimentati da combustibili fossili. In linea con le nuove tendenze, ha deciso di iniziare a produrre energia pulita a partire dallo sfruttamento del vento costante che spira nella zona. Il governatore Morales ha annunciato che le turbine verranno istallate su una superficie di 18 ettari nelle vicinanze della città costiera di Guayanilla, nel sud-est dell’isola. I gruppi ambientalisti sono però sul piede di guerra e nei giorni scorsi hanno già protestato contro l’istallazione del primo impianto eolico della storia nazionale, perché metterebbe in serio pericolo una specie protetta di uccelli presente nella zona. Le autorità hanno tuttavia rassicurato la popolazione sulla sostenibilità del progetto e sul suo scarso impatto ambientale nella zona scelta per l’installazione.
Canada
LA FILIERA LEGNO-ENERGIA DELLA LOMBARDIA SOTTO I RIFLETTORI CANADESI
Una nutrita delegazione della CanBio, l’Associazione canadese per la bioenergia (Canadian Bioenergy Association), composta da circa una trentina di persone, tra cui diversi esponenti delle più prestigiose istituzioni universitarie del paese e guidata dal Presidente Douglas Bradley, ha fatto tappa in maggio in Italia, e più precisamente in Valtellina, dove ha visitato l’impianto TCVVV di Tirano, il primo teleriscaldamento a biomassa avviato in Lombardia in ambito montano. Obiettivo della missione, illustrare le diverse applicazioni italiane nel teleriscaldamento a biomassa legnosa con due oggetti di studio: l’impianto “TCVVV spa” di Tirano e “I Leprotti” di Abbiategrasso.
La visita della CanBio ha permesso agli operatori canadesi di conoscere il funzionamento e gli attori che compongono - a monte e a valle - la filiera legno-energia della Lombardia. Nelle zone rurali canadesi, nonostante l’ingente disponibilità di biomassa legnosa, la filiera di trasformazione del legno in energia termica ed elettrica è in via di sviluppo e gli esempi della tecnologia italiana sono stati di grande interesse per i canadesi. La visita in Italia della CanBio precede l’importante evento nel mese di giugno, dal 15 al 17 presso il Westin Otawa Hotel di Ottawa, legato alla expo Canbio 2010, uno dei più importanti eventi internazionali di tale settore in Canada. Per la fiera si prevede la presenza di rappresentanti e top managers del settore e del Governo canadese ai vari livelli (federale, provinciale e municipale) e operatori di tutto il mondo. I temi principali su cui verterà l’edizione 2010 di Canbio Expo and Conference sono legati alla realizazzione di progetti nel settore dei biocombustibili, all’adattamento e coordinamento tra bio raffinerie ed impianti di segherie e polpa di legno e ai progetti di biogassificazione. Oltre allo spazio espositivo, ci saranno conferenze e tavole rotonde sui diversi temi.
USA
SPERIMENTATA IN TEXAS LA TURBINA A VENTO PIÚ GRANDE DEL MONDO
L’hanno battezzata il King Kong di tutte le turbine eoliche del mondo, e Gozilla il suo dinamometro. Il National Renewable Energy Laboratory e il Ministero dell’energia statunitense l’hanno sperimentata in maggio, in Texas. E’ una turbina da 2,5 megawatt con un motore elettrico da quasi 4mila cavalli di potenza, accoppiato ad un cambio epicicloidale a tre stadi. Il motore può arrivare ad una velocità di 30 giri al minuto, resistendo a tutto, dalle dolci brezze dei mari tranquilli ai venti delle tempeste tropicali. L’impresa Samsung, co-realizzatrice della turbina, ha fatto sapere che l’esperimento permetterà di capire se tali turbine, posizionate a 90 metri di altezza, potrebbero sopravvivere a 25 anni di tempeste, raffiche di vento, pioggia, ruggine, cicloni e polvere. Samsung si è rivolta al NREL per testare il prodotto con le tecnologie avanzate del laboratorio e perché le installazioni del centro sono in grado di simulare condizioni di vento di varia intensità per 24 ore al giorno. In poche settimane di prove e dopo aver collezionato dati utili, i costruttori hanno chiarito se gli ingranaggi della megaturbina, i cuscinetti e le ruote dentate sono in grado di resistere alle condizioni atmosferiche del mondo reale. Ed ecco che la turbina sarà presto a disposizione dei costruttori di parchi eolici. Il costo? La Samsung non lo ha ancora fatto sapere, ma si parla di qualche milione di dollari. Una turbina simile, anche se meno potente, è comunque già attiva in Texas, nella città di Lubbock, dove da sola genera energia per quasi 2.000 abitazioni.
Messico
I PRODUTTORI DI MAIS SCELGONO L’ENERGIA SOLARE PER PRODURRE LA TORTILLA

Milpa Alta è una delle zone piu tradizionali della capitale Città del Messico, dove da secoli si produce la tortilla di mais, alimento base della dieta messicana. I vari produttori della zona, che usano macchine speciali per la sua produzione, hanno deciso di dipendere dall’energia solare per far funzionare le caldaie che cuociono il mais, abbandonando il gas naturale perché troppo costoso ed inquinante.
Per cambiare la tecnologia, i 135 produttori di tortilla di Milpa Alta hanno fatto ricorso al programma del Ministero dell’economia del Messico “Mi Tortilla”, che ha offerto corsi di formazione e consulenza sugli strumenti da utilizzare nell’ambito dell’energia solare e sul loro funzionamento. In pochi mesi, la maggior parte dei produttori hanno modernizzato le attrezzature e le caldaie per la produzione del mais, raggiugendo ottimi livelli di efficienza per quanto riguarda la produzione della tortilla. Più in dettaglio, i pannelli solari posti sopra le caldaie riscaldano l’acqua in recipienti adeguati per la produzione della tortilla e mantengono la temperatura corretta per la cottura del mais. Al posto del fuoco generato anteriormente dal gas, un apparato di energia solare molecolare funziona da fiamma quasi permanente per il forno.
Compiuta l’operazione “forni ad energia solare”, i produttori di Milpa Alta stanno lavorando per migliorare ulteriormente la sostenibilità ambientale, installando un biodigestore di gas butano alimentato con le deiezioni suine delle vicine fattorie che sostituirà totalmente il gas e con un impianto di recupero dell’acqua, in maniera da evitare l’inquinamento del suolo.
Canada
E’ inziata nella provincia di Manitoba la costruzione del parco eolico piu importante della regione, con 138 megawatt di capacità installata. Il parco, 100 chilometri a sud di Winnipeg, darà lavoro a 250 persone e costerà 95 milioni di dollari canadesi, che verranno stanziati dall’impresa Manitoba Hydro e Pattern Energy e sarà costruito su 125 chilometri quadrati. L’impianto, che consisterà di 60 turbine eoliche da 2 megawatt ciascuna, permetterà di raddoppiare la capacità energetica della provincia. Una volta installato, il parco eolico dovrebbe soddisfare il fabbisogno energetico di circa 50mila famiglie della zona e, assieme all’altro parco esistente nella vicina contea di St. Leon - 100 i megawatt di potenza installata - arriverà a coprire il 60% della domanda energetica della provincia. Per l’operazione, l’impresa Pattern Energy ha acquisito da privati, per una cifra superiore ai 38 milioni di dollari canadesi, i terreni per costruire il parco. Anche il municipio locale trarrà benefici economici a lungo termine dal progetto, grazie all’imposizione di tasse nel corso di tutto il periodo di funzionamento del parco eolico (diversi decenni), con entrate superiori ai 40 milioni di dollari. Il Ministro delle finanze della provincia di Manitoba, Rosanne Wowhchuk, durante la firma dell’accordo ha ricordato che l’iniziativa è giunta in porto dopo 27 mesi di negoziazioni intense tra le parti interessate; alla fine, è prevalso l’interesse comune ad usare le fonti rinnovabili come scelta strategica per il fabbisogno energetico della provincia.
USA
Ancora disponibile: Rapporto speciale sul mercato delle energie rinnovabili negli USA : parte 1
USA
Ancora disponibile: Rapporto speciale sul mercato delle energie rinnovabili negli USA : parte 2
Canada
Ancora disponibile: Rapporto speciale sul mercato delle energie rinnovabili in Canada
|