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Ambiente Nord America,
la newsletter che ti aggiorna
sulle novità ambientali in
Canada, Usa e Messico

Gentile lettore,

le aperture della nuova Amministrazione americana sui temi energetico-ambientali avranno nei prossimi anni importanti ricadute nei settori economici coinvolti, creando nuove opportunità di collaborazione e sviluppo a tutti i livelli, commerciale, tecnologico e di ricerca.

Con la newsletter “Ambiente Nord America”, realizzata dai Desk Ambiente dell’Istituto nazionale per il Commercio Estero (ICE) per l’Area NAFTA (North American Free Trade Area) nel quadro del programma di collaborazione con il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, e con il contributo di e-gazette.it, ogni mese potrai ricevere informazioni puntuali, precise e di prima mano sugli sviluppi in campo ambientale in Canada, Usa, e Messico.

Questa nuova newsletter si rivolge innanzitutto alle aziende italiane che operano nel settore delle tecnologie ambientali e fornirà informazioni e aggiornamenti puntuali anche sui programmi e gli incentivi destinati alle aziende che intendono operare nell’Area NAFTA. Inoltre, contiene un elenco aggiornato degli eventi di particolare interesse, come fiere, conferenze e convegni e può essere un utile strumento di consultazione per ricercatori, giornalisti, studenti o semplici curiosi interessati ad approfondire quanto sta concretamente avvenendo oltre oceano sui temi ambientali.

L’azione congiunta dell’ICE e del Ministero dell’Ambiente – come riferisce Aniello Musella, coordinatore Rete Ice Usa - ha due obiettivi prioritari: la promozione delle tecnologie italiane e il compito di assistere l’inserimento delle aziende italiane nell’area NAFTA, ciò anche sostenendo la collaborazione scientifica e commerciale e lo scambio di best practices e know-how.

Riteniamo che i contenuti della newsletter siano di particolare interesse per una larga parte dei nostri lettori. In caso di mancato interesse a ricevere i prossimi numeri, ti preghiamo di cliccare sul link di cancellazione in fondo al testo.
 
 

Usa – Il sole di Obama

Barack Obama lo aveva promesso: il rilancio dell'economia passa per una nuova strategia energetica sostenuta da colossali investimenti. I primi a beneficiarne saranno i pannelli solari degli americani. La Casa Bianca ha annunciato un piano da 467 milioni di dollari che dovrà accelerare lo sviluppo e la diffusione dell’energia geotermica e solare. Per presentare i due nuovi progetti, il presidente ha scelto lo scenografico impianto fotovoltaico della base militare di Nellis, nel deserto del Nevada, considerato il più grande del nord America. La base di Nellis ospita una delle più grandi centrali fotovoltaiche al mondo, con oltre 72.000 pannelli installati, che forniscono il 25 per cento dell'energia necessaria ai dodicimila dipendenti della base.

Obama ha spiegato che il programma solare riceverà un finanziamento di 117,6 milioni di dollari da parte del dipartimento dell'Energia, con l'intento di accelerare la commercializzazione delle tecnologie solari in tutti gli Stati Uniti.

"Dopo i primi mesi di lavoro, stiamo già vedendo dei risultati", ha detto Obama, ricordando che l'industria verde ha creato negli ultimi tre mesi circa 150.000 posti di lavoro. Le energie rinnovabili pesano ancora per meno del 3% sul fabbisogno energetico degli Stati Uniti: poco, ha detto il presidente, rispetto ai ottenuti in Danimarca che, grazie all'energia eolica, produce il 20% del totale della corrente elettrica consumata. Ad oggi le rinnovabili pesano per il 7% sul fabbisogno energetico complessivo statunitense, mentre il solare ha un peso a dir poco marginale, con appena l'1% del totale delle rinnovabili. Un mercato enorme, che vedrà sorgere nei prossimi mesi pannelli solari su migliaia di edifici pubblici, i quali dovranno trainare la "rivoluzione verde" americana.

La strategia sarà divisa in tre fasi: 51,5 milioni saranno investiti nello sviluppo di tecnologie che permetteranno all'energia solare di competere nei costi con le tradizionali fonti di energia elettrica, 40,5 milioni serviranno a potenziare e ampliare la diffusione dell'energia solare, mentre 25,6 milioni finanzieranno la ricerca, nel tentativo di migliorare gli impianti e di permettere ai laboratori statali di sostenere l'industria solare.

Nell'ambito del piano energetico di Obama, ben 350 milioni di dollari andranno inoltre a favorire e sviluppare le tecnologie geotermiche, un finanziamento largamente superiore alle aspettative.

Nelle settimane scorse, negli Usa è caduto anche l'ultimo ostacolo  (se lo citiamo, dobbiamo spiegare quale era) alla costruzione di centrali eoliche in alto mare, che sorgeranno nei prossimi anni a partire dalle coste del nordorientali.

Con il programma sul fotovoltaico, l'Amministrazione punta ad espandere i risultati ottenuti nella base di Nellis anche nel resto del paese e aumentare il peso del fotovoltaico negli Stati Uniti. "Investiremo in questa tecnologia dovunque possa prosperare: la nazione che guiderà la creazione di nuove fonti energetiche guiderà l'economia del 21simo secolo", ha detto il presidente. "Non cambieremo le cose dalla sera alla mattina, ma in pochi  mesi abbiamo già segnato la strada verso il progresso".
 
 

Usa – Ambientalisti e ottimismo: la recessione, tutto sommato, riduce l’inquinamento

Gli ambientalisti americani sono già pronti a cantare vittoria spiegando che, tutto sommato, la recessione potrebbe aver fatto bene almeno all’ecologia. Con la crisi economica in corso le emissioni di Co2 registreranno alla fine dell’anno un calo complessivo del 5% rispetto a quelle uscite dalle ciminiere statunitensi nel 2008. A rivelarlo è un rapporto previsionale dell’Energy Information Administration, l’agenzia del governo che monitora il mercato energetico americano. Il calo riguarda in particolare la lavorazione dei derivati del petrolio e degli altri combustibili fossili.
La notizia arriva a poche ore dalla diffusione dei dati, pubblicati in Germania, che mostrano invece un incremento complessivo del 2% nelle emissioni del pianeta nell’anno in corso. Le emissioni negli Usa sono al centro di un profondo dibattito politico che a settembre arriverà nelle aule del Congresso dove sarà discussa l’imposizione di un tetto all’inquinamento per l’industria a stelle e strisce. Un testo fortemente voluto dall’amministrazione Obama che punta ad avere maggiore voce in capitolo nei colloqui sul prossimo trattato internazionale sui cambiamenti climatici che sarà discusso a dicembre a Copenhagen.
 
 

Canada - Un miliardo di dollari per proteggere l’ambiente

Il Canada, in sintonia con la politica statunitense, sta investendo crescenti risorse sullo sviluppo di energia pulita. Lo scorso 19 maggio è stato istituito un fondo da un miliardo di dollari per lo sviluppo, nei prossimi cinque anni, di un nuovo piano ambientale e di tecnologie capaci di produrre energia da fonti rinnovabili. Il fondo prevede 850 milioni di dollari per lo studio di nuovi materiali – di cui 650 per sistemi più sostenibili per l’estrazione e lo stoccaggio del carbone e 200 per lo sviluppo di energie rinnovabili alternative – mentre i restanti 150 milioni andranno alla ricerca. “Si tratta di un investimento non solo capace nel lungo periodo di preservare l'ambiente per le nuove generazioni, ma importante fin d'ora per creare posti di lavoro di alta qualificazione in un periodo di crisi”, ha dichiarato il ministro per le Risorse Naturali, Lisa Raitt, durante un discorso all'Università di Alberta. Il governo di Ottawa ha stanziato complessivamente 2,4 miliardi di dollari per sostenere le nuove politiche "verdi" e raggiungere gli ambiziosi obiettivi ambientali fissati per legge. Entro i prossimi 12 anni, il 90% dell'elettricità prodotta in Canada dovrà provenire da fonti non inquinanti come eolico, geotermico e, soprattutto, dal nucleare di ultima generazione. Il governo di Stephen Harper punta ora ad abbattere del 60%, rispetto ai dati del 2006, le emissioni entro il 2050.

La nuova politica ambientale canadese è strettamente legata alla strategia che seguirà Washington nei prossimi mesi. Canada e Stati Uniti hanno infatti avviato i colloqui per un “dialogo sull'energia pulita" che punta a costruire un nuovo sistema energetico più sostenibile in tutto il Nord America. Un piano colossale, nel quale rientra anche l'investimento da un miliardo di dollari per avviare un sistema di infrastrutture sostenibili.

In linea con il piano, ai primi di aprile il ministro dell'Ambiente Jim Prentice, aveva annunciato un giro di vite sulle marmitte dei canadesi e regole più severe per le emissioni di gas serra prodotte dalle automobili, per raggiungere gli obiettivi fissati dal Governo, che mira a ridurre del 20% le emissioni di gas serra entro il 2020. Il piano entrerà in vigore nel 2010 e riguarderà le auto che verranno immatricolate nel 2011. Un progetto strettamente legato alla ripresa dell'industria dell'auto americana, in crisi da mesi e che punta sui veicoli "ecologici" per il rilancio dei prossimi anni. I nuovi regolamenti sono stati pensati con un certo grado di flessibilità, per poter essere armonizzati con quelli che verranno introdotti in futuro dagli Stati Uniti. Già durante il primo viaggio di Obama in Canada nel febbraio scorso, infatti, i due Paesi si erano impegnati a sostenere l'industria dell'auto con un piano di interventi comuni, capace di generare una significativa ristrutturazione del settore verso uno sviluppo sostenibile. Sempre in quell'occasione, Obama e il premier canadese discussero di un piano comune per l'energia pulita nel quale si inserisce il fondo di un miliardo di dollari stanziato dal Canada a maggio.
 
 

Usa - Obama rilancia il nucleare, via a 4 nuove centrali

Nel grande piano energetico di Barack Obama non ci sono solo le fonti rinnovabili. Mentre gli Usa varano un colossale investimento nello sviluppo di energie alternative il dipartimento dell'Energia avvia i finanziamenti per costruire le prime centrali nucleari dopo circa 30 anni. Un investimento da 18,5 miliardi di dollari che garantirà i fondi ad almeno quattro nuovi impianti, ma il segretario all'Energia, Steven Chu, ha chiarito che il Congresso potrebbe decidere in futuro di ampliare il progetto. Tutti gli impianti che sorgeranno nei prossimi anni rientrano nel cosiddetto nucleare di quarta generazione, considerato molto più efficiente delle vecchie centrali degli anni '70 e meno inquinante. 

Ad essere in attesa del via libera della Commissione Regolatoria sul Nucleare sono attualmente ben 28 siti su cui però non sarà posata la prima pietra almeno fino al 2011. "L'energia atomica è una delle parti che dobbiamo aggiungere al nostro ventaglio di offerta", ha detto Chu nei giorni scorsi.

Una vera e propria resurrezione industriale secondo i sostenitori del progetto atomico americano, che potrebbe vedere nascere decine di centrali in pochi anni, parallelamente al mastodontico investimento per una nuova strategia energetica a cui la Casa Bianca ha dedicato circa 70 miliardi di dollari degli "stimoli" all'economia. Ad oggi negli Stati Uniti ci sono oltre 100 reattori nucleari in funzione per un totale di 65.100 megawatts complessivi prodotti.

L'amministrazione Obama sostiene la crescita dell'energia atomica, che oggi pesa per il 20% sull'approvigionamento statunitense e che considerata negli Usa una delle fonti più pulite poiché dalle ciminiere nucleari non viene emesso nessuno dei gas serra ritenuti colpevoli del riscaldamento globale.
 
 

Messico – Il Paese si avvia a diventare "l’Arabia Saudita” delle rinnovabili

Nei prossimi anni il Messico potrebbe diventare uno dei maggiori produttori mondiali di energia eolica. Il governo di Felipe Calderon ha avviato infatti un piano "verde" che mira a diminuire la dipendenza energetica dagli Stati Uniti, di cui il Messico è ancora il maggiore importatore di greggio dopo il Canada. Un progetto che in pochi anni dovrebbe portare lo Stato centramericano a essere uno dei primi dodici produttori mondiali di energia ottenuta dal vento. Calderòn ha promesso che il Paese produrrà attraverso le nuove strutture almeno 2.500 megawatt entro il termine della sua presidenza, nel 2012. La spinta decisiva sembra essere venuta dall'impennata dei costi del greggio dell’anno scorso, che ha fatto correre ai ripari i Paesi importatori. Nei prossimi mesi, decine di pale eoliche di ultima generazione si alzeranno nelle pianure dell'istmo messicano, che potrebbe presto diventare l'Arabia Saudita delle rinnovabili. Da mesi ingegneri e tecnici di tutto il mondo studiano l'area, una delle più ventose del continente, dove presto potrebbe iniziare una vera e propria corsa all'oro "verde". Entro cinque anni il Messico dovrebbe così eguagliare le posizioni guadagnate dalla California in oltre tre decenni di investimenti sulle rinnovabili, coprendo "a vento" il fabbisogno energetico di 700.000 abitazioni. Un affare da diversi miliardi di dollari, che non tutti però vedono di buon occhio. Molti contadini temono infatti che i nuovi impianti rovinino i raccolti senza fornire loro l'energia, che andrebbe ai centri commerciali e alla grande industria. L'opposizione vede invece nel piano il primo passo verso la privatizzazione del settore energetico, mascherato sotto le insegne ambientaliste. Calderon fu infatti in passato ministro dell'Energia e fu accusato già allora di aprire all'ingresso dei privati in un settore tradizionalmente gestito dallo Stato.
 
 

Usa - Gm, batterie per uscire dalla crisi

In attesa di uscire dalla bancarotta General Motors punta sulle auto elettriche e annuncia l’apertura del più grande laboratorio di batterie per automobili degli Stati Uniti. Una struttura di oltre 3.000 metri quadrati dove saranno sviluppate e testate le batterie che alimenteranno le vetture elettriche che Gm metterà in produzione nei prossimi anni. 

L’investimento, 25 milioni di dollari, è partito esattamente una settimana dopo che la società è entrata in bancarotta, il 1° giugno scorso. La sede del laboratorio è nel Warren Technical Center, un campus ad alta tecnologia nei sobborghi di Detroit. Uno sforzo che segue l'impegno dello Stato del Michigan che ha investito diversi milioni di dollari per diventare uno dei maggiori produttori mondiali di batterie per le auto ecologiche che arriveranno nei prossimi anni sulle starde americane. Il presidente Barack Obama ha promesso infatti che entro il 2015 negli Stati Uniti dovranno circolare almeno 1 milione di veicoli elettrici. Un impegno che aprirà una grossa fetta di mercato in cui la capitale dell'auto vuole continuare a giocare un ruolo da leader. Fritz Henderson, amministratore delegato di Gm, in un comunicato stampa ha dichiarato: “il nuovo laboratorio avrà forti benefici sui consumatori americani, ci aiuterà nello sviluppo dei motori elettrici, velocizzando la produzione di auto più efficienti e meno inquinanti”. Nel “Global Battery Systems Lab” saranno impiegati oltre 1.000 ingegneri Gm.
 
 

Canada - Il Canada punta sui biocombustibili

In linea con la nuova strategia "verde" per il rilancio dell'industria dell'auto il governo canadese ha avviato un piano per lo sviluppo dell’industria dei biocombustibili. Il governo di Ottawa ha annunciato lo stanziamento di oltre 110 milioni di dollari per sostenere la costruzione di uno dei fiori all'occhiello dell'industria "verde" nord americana, l'impianto di bioetanolo di GreenField vicino a Johnstown. Un progetto che rientra nel piano quinquennale contro i cambiamenti climatici da cui il Canada conta di recuparare molti dei posti di lavoro persi durante la recessione. Per sviluppare i carburanti "ecologici" Ottawa ha già stanziato 200 milioni di dollari negli anni scorsi mentre il piano complessivo per ridurre l'uso dei combustibili fossili nelle marmitte vale 1,5 miliardi di dollari fino al 2016. "Questo investimento non solo rafforzerà la comunità locale salvando posti di lavoro", ha detto l'a.d. dell'impianto, Robert Gallant, "ma assicurerà un mercato stabile per gli agricoltori canadesi".
 
 

Messico – In arrivo contro il riscaldamento globale 10 miliardi di dollari

Un fondo internazionale che coordini la strategia internazionale per fermare il riscaldamento globale. La proposta arriva dal presidente messicano, Felipe Calderon, che ha chiesto che le democrazie occidentali stanzino 10 miliardi di dollari per la riduzione delle emissioni dei gas serra. L'idea è arrivata nel corso della terza sessione del Forum delle Maggiori Economie mondiali sull'energia e il clima (Mef), tenutosi a fine giugno a Città del Messico. L'amministrazione del budget sarebbe affidata alla Banca Mondiale. 

Secondo Calderon istituire un fondo verde sarebbe più efficace del sistema di impegni per ridurre le quote di inquinamento nazionali seguito finora, perchè incentiverebbe tutti i Paesi ad aderirvi e permetterebbe a quelli in via di sviluppo – dove l'industria opera con tecnologie obsolete e molto inquinanti – di ricevere più soldi di quanti dovrebbero concretamente stanziare. Un'ipotesi che consentirebbe di investire sulle energie pulite senza veder compromesso il fragile sistema produttivo dei Paesi emergenti. A marzo era stata Washington a rilanciare l’azione del Mef attraverso l’impegno in prima persona del presidente Barack Obama che aveva invitato negli Stati Uniti i paesi  maggiormente responsabili dell’inquinamento del pianeta.
 
Il Messico stima che, senza un intervento deciso, il riscaldamento globale potrebbe costare alle casse pubbliche fino al 6% del pil nei prossimi anni, tra inondazioni nel sud-est e siccità negli Stati del nord. Il governo messicano si è già impegnato a ridurre le emissioni di carbonio messicane di 50 milioni di tonnellate ogni anno.
 
 

Usa - Il Mit sviluppa il solare italiano

Il futuro dell'energia solare italiana passa per il Massachusetts Institute of Technology che ha siglato un accordo con l'Eni per lo sviluppo di pannelli fotovoltaici di ultima generazione. Il progetto, in cui la società italiana ha investito 50 milioni di dollari, durerà fino al 2014 e costituisce una delle maggiori collaborazioni nella ricerca energetica tra Italia e Stati Uniti.

Il programma "Solar Frontiers" si divide in sei diversi progetti e punta in particolare sulle nanotecnologie legate al fotovoltaico, per abbattere i limiti che alzano ad oggi costi degli impianti solari e per aumentarne l'efficienza in futuro. Attraverso i nuovi concentratori solari luminescenti saranno elaborati dei materiali in grado di aumentare l’assorbimento termico di un impianto fotovoltaico. Un passo che consolida la leadership guadagnata negli ultimi anni dall'Italia nello sviluppo di pannelli fotovoltaici grazie al lavoro svolto sul solare termodinamico nei laboratori Enea.
 
 

Usa - tra le grandi aziende va di moda l’ambiente

Cresce l’impegno delle aziende americane per tutelare l'ambiente. La politica del presidente degli Stati Uniti Barack Obama, improntata sulla ricerca della sostenibilità, sta infatti  dando i primi risultati. Alcune importanti società stanno incentivando politiche ecosostenibili nei propri stabilimenti, nella consapevolezza che molti consumatori sono diventati attenti a questi aspetti e premiano i beni e i servizi delle società più “verdi”. Qualcosa di simile accadde in passato per lo sfruttamento dei paesi in via di sviluppo e in particolare della manodopera minorile. Molte società americane, a cominciare da Nike, corsero ai ripari, pubblicizzando progetti a sostegno delle zone povere del pianeta per recuperare credibilità con i consumatori che le accusavano di comportamento coloniale.

Il luglio 2009 è stato il mese “verde” per eccellenza, con numerose multinazionali americane che hanno annunciato progetti ecosostenibili. AT&T, per esempio, ha deciso di risparmiare circa 6 milioni di kilowatt di elettricità all'anno cambiando l'illuminazione delle insegne in 6.500 dei suoi negozi con Led di ultima generazione prodotti da General Electric. Texas Instruments ha comunicato che lo scorso anno l'azienda ha risparmiato 5,1 milioni di dollari grazie a 159 progetti messi a punto per risparmiare energia, acqua e altre risorse. L'intervento più determinante è stato quello sul riciclaggio dell'acqua, molto utilizzata nelle diverse fasi produttive: l'acqua viene ripulita e riutilizzata, permettendo inoltre un risparmio energetico nella fase di pompaggio dai pozzi.

Il colosso del’energia ha creato una serie di progetti di sviluppo in Maui, Canada e Nuova Zelanda, per incentivare e favorire un utilizzo più attento dell'energia nelle aziende e nelle case. Xerox ha avviato 20 progetti per aiutare le società a risparmiare energia e riciclare i rifiuti guadagnando. Cisco Systems e Ibm hanno annunciato che insieme aiuteranno la città di Amsterdam a diventare la prima “Smart City” d'Europa, un progetto che ha come obiettivo quello di organizzare in modo più efficace ed ecosostenibile il lavoro, la vita, la mobilità e gli spazi pubblici delle città attraverso semplici accorgimenti nelle abitudini quotidiane. Nel progetto sono coinvolti anche Google e General Electric.

Starbucks ha fatto campagne informative sui progetti che sta seguendo, invitando i clienti a varie forme di partecipazione anche diretta. L'azienda ha inoltre dichiarato di favorire l'acquisto di materie prime dai produttori più rispettosi dell'ambiente. L'ultimo progetto in ordine di tempo è quello di Wal-Mart, che ha avviato un programma, denominato "Indice di sostenibilità", diviso in tre fasi. La prima parte sarà la diffusione di un questionario, rivolto ai fornitori, sull'ecosostenibilità dell'azienda. Durante la seconda fase del progetto saranno elaborati i dati raccolti per creare un database sui prodotti che, durante la terza fase, sarà consegnato ai consumatori per permettergli di capire quali prodotti sono più ecocompatibili. Il progetto dovrebbe richiedere circa cinque anni.
 
 

Canada - energia rinnovabile: TransAlta mira alla rivale Canadian Hydro

E’ battaglia aperta in Canada nel campo dell'energia rinnovabile, che potrebbe andare verso una situazione di monopolio. TransAlta Corp. ha presentato un'offerta ostile da 654 milioni di dollari per rilevare Canadian Hydro, la prima società del settore, proponendo agli investitori 4,55 dollari canadesi in contanti ad azione, circa il 25 per cento in più rispetto al valore di chiusura del 17 luglio, ovvero pochi giorni prima che l’offerta venisse formulata. TransAlta, che ha passato oltre sei mesi a cercare di convincere il consiglio di amministrazione di Canadian Hydro senza ottenere risultati, ha ricevuto un secco no dal C.d.A della rivale, che si oppone alla cessione e ha già rifiutato un'altra offerta simile. TransAlta, determinata a portare a casa il risultato, si è vista costretta a “saltare” il board della società e a rivolgersi direttamente agli azionisti. Se l'affare dovesse essere chiuso TransAlta diventerebbe quindi di gran lunga la più grande azienda per l'energia rinnovabile del paese.
 
 

Canada - primo distributore al mondo bioetanolo estratto da cellulosa

Ha aperto a Ottawa la prima stazione di servizio al mondo di bioetanolo estratto da cellulosa. Si tratta di uno dei nuovi tipi di carburanti ecologici, composto al 90% di benzina e al 10% di bioetanolo estratto da cellulosa, ed è prodotto da Logen, la società che ha creato uno stabilimento dimostrativo. Il Canada diventa così il primo Stato a vendere al pubblico il cosiddetto “bioetanolo di seconda generazione”, anche se per il momento si tratta di un test. Se l’operazione dovesse funzionare, il gruppo conta di avviare nei prossimi anni la produzione su larga scala del nuovo carburante. Il CE-10, come è chiamato tecnicamente il bioetanolo da cellulosa, è prodotto non dal grano o dallo zucchero, beni commestibili, ma da residui agricoli che altrimenti sarebbero smaltiti. Secondo i tecnici non ci sono emissioni di protossido di azoto durante la fase produttiva del carburante, cosa che invece succede per altre benzine ecologiche  e, secondo la società, le emissioni di CO2 di questo tipo di bioetanolo sono del 90% inferiori rispetto alla benzina tradizionale.

Il CE-10 non è tuttavia ancora pronto per la produzione commerciale su larga scala, ma Logen spera che il progetto dimostrativo possa cambiare le cose. "Guardando quanto produciamo oggi", ha dichiarato l'amministratore delegato della società, Brian Foody, "siamo molto fiduciosi per il futuro". La fermentazione della cellulosa produce le stesse molecole del bioetanolo convenzionale e funziona sulle stesse auto che usano le altre benzine ecologiche. Come per il carburante estratto dalle vinacce, anche il CE-10 è ottenuto da prodotti agricoli in esubero come la paglia del grano. Il combustibile prodotto da cellulosa è completamente rinnovabile e, secondo alcuni esperti, ridurrebbe le emissioni inquinanti e potrebbe aiutare a costruire nuove economie rurali e migliorare i guadagni delle fattorie.
 
 

Messico - cresce la domanda di petrolio

Entro il 2013 in Messico dovrebbe concentrarsi il 25,35% della domanda di petrolio dell’intero Sud America, mentre lo Stato dovrebbe coprire il 24,10% dell’offerta. E’ quanto emerge dal Mexico Oil & Gas Report, il rapporto stilato dal Business Monitor International. Nel 2009 il Sud America dovrebbe consumare una media giornaliera di 7,57 milioni di barili di petrolio e arrivare a 8,23 milioni nel 2013. La produzione è stata pari a 9,89 milioni di barili al giorno nel 2008 e dovrebbe crescere nel 2013 a 10,58 milioni. Poiché l’aumento della domanda è superiore all’incremento dell’offerta, le esportazioni sono calate da 3,73 milioni di barili al giorno nel 2001 a 2,28 milioni nel 2008 e dovrebbero toccare i 2,35 milioni di barili nel 2013. Inoltre, i consumi di gas naturale nel 2008 hanno toccato i 191,3 miliardi di metri cubi (il 28,75% del totale) e dovrebbero crescere a 289,9 miliardi nel 2013 (il 28,32% del totale). Il Messico ha prodotto il 23,62% del gas sudamericano, una quota che dovrebbe scendere al 20% nel 2013.
 
 

Messico - Porti e aeroporti alimentati a energia solare

Il porto dello Stato di Veracruz, in Messico, sarà presto interamente alimentato ad energia solare. Sia la parte più antica della struttura che i recenti ampliamenti funzioneranno grazie all'installazione di pannelli fotovoltaici costruiti con tecnologia tedesca a San Andrea Tuxtla, nel centro sud del Paese. Anche gli aeroporti di Cordoba, Tuxpan e Xalapa, puntano sul solare e presto utilizzeranno cellule fotovoltaiche sia per illuminare le piste che per alimentare gli interi edifici aeroportuali e i servizi amministrativi. Fidel Herrera Beltràn, il governatore dello Stato, ha dichiarato di voler in questo modo stimolare il programma di “produzione e risparmio di energia”, avviato il 28 maggio scorso con alcuni imprenditori messicani, in modo da inserire Veracruz nel processo di sviluppo e utilizzo di tecnologie alternative. Il progetto prevede anche iniziative dedicate all'educazione ambientale della popolazione. I pannelli solari prodotti a San Andrea Tuxtla non solo permetteranno di ottenere energia rinnovabile a basso costo, ma aiuteranno anche a sviluppare l'economia della regione creando nuovi posti di lavoro. La ERDM Solar (Energia Renovable de Mèxico), società che fabbrica pannelli solari, sta già progettando di investire un totale di circa 15 milioni di euro in tre nuove linee di produzione completamente automatizzate. Il governo locale ha anche commissionato uno studio per dotare di energia rinnovabile circa mille località lontane dalle metropoli. Dei 22 mila piccoli paesi dello Stato infatti ad oggi solo poco più di 14 mila sono raggiunti dall’elettricità. L'idea di Beltràn è di colmare questo gap direttamente con energia alternativa e per questo sta cercando investitori e imprenditori disposti a realizzare questo progetto, anche con l'appoggio del governo Centrale.
 
 

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